Mio padre, il pornografo: lo specchio della genitorialità

Mio padre, il pornografo, Chris Offutt
(2019, minimum fax – trad. R. Serrai)

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C’è un luogo in cui le persone riversano tutti i rimpianti e le ambizioni, le promesse e le paure: i loro rapporti coi genitori.

Spesso, più di quanto ci faccia piacere ammettere con noi stessi, i genitori sono il mito da abbattere e l’ambizione da raggiungere: viviamo nell’eterna dicotomia di emanciparci da loro – dicendo a noi stessi: Io non sono come Te – e di renderli orgogliosi, facendo ciò che hanno fatto loro, magari meglio. Continua a leggere

La vita e le morti di Emily Brontë in chiave “mazziniana”


Centinaia di inverni, la vita e le morti di Emily Brontë, Sara Mazzini
(Jo March, 2019)

Due settimane fa ero a Pomigliano per la presentazione del libro di Sara Mazzini: Centinaia di inverni, la vita e le morti di Emily Brontë, dove ho avuto il piacere di poter ascoltare l’autrice, che ormai mi piace pensare sia anzitutto un’amica. Forse non sarò in grado di parlare di questo libro come ne hanno parlato lei e gli amici di CrapulaClub (Alfredo Zucchi, Luca Mignola e Antonio Russo De Vivo) che erano lì quella sera; forse non saprò incitarvi a porvi le giuste domande sul testo – in particolare ce n’è una, ma che mi riservo per la fine di questo pezzo – ma voglio provare a darvi la dimensione e la cifra di questo romanzo (apparentemente) biografico. Continua a leggere

Vivian, la Mary Poppins che scattava fotografie

Vivian, Christina Hesselholdt
(Chiarelettere Editore, 2018 – trad. I. Basso)

 

vivianVivian Maier è oggi considerata una delle più talentuose antesignane della “street photography”: un’autrice dalla straordinaria sensibilità che ritraeva la vita così come le si presentava davanti, facendo della quotidianità un’opera d’arte. Decenni di storia americana (i primi scatti risalgono agli anni ’40) vengono documentati da un vastissimo – e ancora incompleto –  repertorio di fotografie, che ritrae New York e Chicago in tutte le sue sfaccettature. Dai quartieri poveri alla vita della classe benestante, tra donne in abiti vistosi e umili mendicanti, bambini sporchi e bambini eleganti, afroamericani e anziani immigrati, case in demolizione e ragazzi che giocano per le strade. Continua a leggere

“Gli Undici” di Michon, o l’affascinante storia di un quadro inesistente

Gli Undici, Pierre Michon
(Adelphi, 2018 – trad. G. Girimonti Greco)

Gli Undici di Pierre Michon, uscito in Francia nel 2009 e vincitore del Grand prix du roman de l’Académie française nello stesso anno, è un esperimento narrativo probabilmente senza eguali. Una storia nella storia, che parla della Storia. Ovvero: la vicenda di un pittore, raccontata a propria volta da un uomo di un XXI secolo alternativo al nostro, incentrata su un episodio risalente a un periodo cruciale non solo per le sorti della Francia moderna, ma anche per quelle del resto del mondo.

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Dalla carta alla carne: il vibrante ritratto della “corsara” Ginzburg

La corsara, Sandra Petrignani
(Neri Pozza, 2018)

Tra i finalisti del Premio Strega, La corsara di Sandra Petrignani si pone in una posizione appartata, risalta rispetto agli altri poiché non si tratta di un romanzo propriamente detto. La Petrignani, già autrice di Marguerite (una biografia romanzata di Marguerite Duras), si dedica ancora una volta a ricostruire la vita di una delle più grandi scrittrici del Novecento: Natalia Ginzburg.

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“I diari bollenti di Mary Astor”, lo scandalo che fece tremare Hollywood

I diari bollenti di Mary Astor: il grande scandalo a luci rosse del 1936, di Edward Sorel

(Adelphi)

 

Prima ancora di essere conosciuto nelle vesti di scrittore, Edward Sorel è un famoso graphic designer e un ottimo illustratore, originale e talentuoso nelle sue caricature e nei disegni spesso ironici (se non irriverenti) con cui abbellisce le copertine di testate come The New Yorker, The Nation o The Atlantic. Il suo debutto in libreria risale ai primi anni ’60, e da allora non ha mai scisso l’aspetto più narrativo e letterario delle sue opere dall’elemento grafico, principale cavallo di battaglia di Sorel. È innegabile che anche I diari bollenti di Mary Astor, sua prima vera pubblicazione a essere tradotta in italiano, attiri inizialmente l’attenzione grazie all’aspetto più meramente grafico.

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Guccini racconta “Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto”

Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto – Francesco Guccini
(Mondadori)

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Chi è abituato ad ascoltarlo lo sa già: Francesco Guccini è un vero e proprio narratore per mestiere. Non a caso, fin da ragazzino, alla fatidica domanda Cosa vuoi fare da grande? racconta di avere sempre risposto Lo scrittore, e di non avere pensato per tanti anni alla possibilità di fare musica, prima che le circostanze lo stupissero.

Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto, edito da Mondadori nel 2015, è un ottimo esempio della poeticità del modenese classe 1940 che ha fatto la storia del cantautorato italiano, e non solo.

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Leonardo da Vinci: l’originale biografia letteraria pubblicata da Ivano Mugnaini

Lo specchio di Leonardo – Ivano Mugnaini
(Eiffel Edizioni)

Ci sono personaggi storici di cui siamo convinti di avere capito tutto: i moti dell’animo, gli ideali, lo stile di vita, la grandezza del genio, il contributo dato alle generazioni future e, soprattutto, i lati più significativi della personalità. Leonardo da Vinci rientra senza alcun dubbio in questa categoria, eppure forse non siamo così consapevoli della sua storia personale e dei suoi pensieri come abbiamo sempre creduto.

51ZJSXvpRJL._SX363_BO1,204,203,200_A mettere in discussione molte delle certezze che si sono consolidate secolo dopo secolo è stato, di recente, Ivano Mugnaini, autore del romanzo breve Lo specchio di Leonardo, edito da Eiffel Edizioni nel 2016. Una lettura lontanissima dalle rivisitazioni “alla Dan Brown” cui siamo stati abituati di recente e che, se dovesse essere definita in una frase sola, si potrebbe descrivere come un fugace viaggio episodico composto da innumerevoli tappe, in cui ad essere una scoperta è addirittura ogni singolo passo, ogni pennellata, ogni scambio di sguardi e di sorrisi. Qualsiasi microscopico avvenimento è per Leonardo un’occasione, infatti, per raccontare e specialmente per assaggiare la vita.

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“Il giardino dei cosacchi” di J. Brokken svela un Dostoevskij mai visto prima

Il giardino dei cosacchi – Jan Brokken
(Iperborea)

cosacchiA Jan Brokken, già conosciuto e apprezzato dalla critica dopo la pubblicazione di Anime baltiche, bastano poche righe per fare dimenticare a chiunque il tempo e il luogo in cui si trova e per trascinarlo con sé nella Russia dell’ormai lontano 1849 senza troppi sforzi: da un attimo all’altro, infatti, si arriva inspiegabilmente a San Pietroburgo e si assiste con i propri occhi al celebre momento in cui lo scrittore Fёdor Michajlovič Dostoevskij era pronto ad essere condannato a morte sul plotone di esecuzione insieme ad altri prigionieri, con l’accusa di avere partecipato a un progetto complottistico ai danni di Alessandro II, prima che la grazia concessa dallo zar commutasse inaspettatamente la pena in una coscrizione a tempo indeterminato nella desolata Siberia.

Per secoli, ormai, si è letto di tale episodio con stupore e con interesse, ma adesso per la prima volta, grazie al personaggio del diciassettenne barone Aleksandr von Wrangel, si osserva in prima persona la scena e ci si sente attratti senza mezzi termini dalla figura pallida e incerta dello scrittore che, a distanza di qualche anno, sarebbe diventato il più apprezzato in tutto l’impero.

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