Il trauma dell’adolescenza e le sue contraddizioni

L’età straniera, Marina Mander
(Marsilio, 2019)

l'età stranieraLeo ha quasi diciotto anni, una profonda intelligenza nascosta sotto la classica patina di pigrizia e superficialità da adolescente incompreso, e un trauma che non riesce ad affrontare. Vive con una madre disoccupata che trascorre le sue giornate lottando per il bene del prossimo, un patrigno che di mestiere fa il tassista e per hobby balla il tango, e un fratello acquisito che lavora come “prostituto” tra le vie della città, non parla l’italiano e ha l’aspetto di una scimmia. Si chiama Florin, viene dalla Romania e la madre di Leo l’ha trovato per la strada durante le sue attività di volontariato. Continua a leggere

Tutto è rivelazione: “L’argentino” di Ivano Porpora

L’Argentino, Ivano Porpora
(Marsilio, 2018)

3174310È un’estate caldissima e spietata quella che si abbatte sul paese spagnolo di San Cristobàl, dove si svolge la massima parte di questo breve romanzo di Ivano Porpora. Spietati sono, nella loro umanità – quasi immonda tanto è vera -, la gran parte degli uomini e delle donne che lo popolano, così come spietata è la noia cui l’isolamento li costringe.

Rimasto intrappolato nelle pieghe della storia, il villaggio vive immerso in una lontananza dal mondo quasi metafisica. Gli occasionali riferimenti all’indimenticata Guerra Civìl (siamo nell’estate del ’58), o ad altre pagine della Storia, sono proiettati in un passato i cui binari di collegamento col presente sono stati tranciati da tempo; il generale Franco è evocato di tanto in tanto, con toni ora religiosi ora ingiuriosi, ma la dittatura non ha un ruolo definito nell’influenzare lo svolgersi degli eventi. Continua a leggere

“Come un giovane uomo” di Carabba finalista allo Strega ’18

Come un giovane uomo Carlo Carabba
(Marsilio, 2018)

3172899Da sempre aspettavo che la neve tornasse a cadere su Roma”. Si apre così il primo romanzo di Carlo Carabba, edito da Marsilio Editori nel 2017 e in finale al Premio Strega 2018. Un incipit che pone già l’attenzione sul fatto che la storia sia narrata in prima persona (da un alter-ego dell’autore che porta il suo stesso nome, come si scopre poco dopo) e che l’Italia contemporanea ne sia la protagonista, con al centro la sua capitale e un evento naturale inconsueto.

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Speciale Campiello 2017: “La ragazza selvaggia” di Laura Pugno

La ragazza selvaggia di Laura Pugno (Marsilio) è uno dei cinque romanzi finalisti al Premio Campiello 2017. La nostra recensione:

La ragazza a cui il titolo fa riferimento è Dasha, scomparsa ormai da dieci anni in condizioni mai del tutto chiarite. In una fredda notte di dicembre, Dasha viene ritrovata in un bosco, è ferita e ha perso i sensi. A farne la scoperta è Tessa, biologa, che vive in un container nei boschi di Stellaria per svolgere studi e osservazioni. Tessa aveva già incontrato Dasha altre volte, aveva visto i suoi nascondigli nel bosco, ma mai ne aveva dato notizia, forse perché consapevole che lo stato selvaggio di Dasha era ormai irreversibile. Eppure, la notte del 22 dicembre, quando la ritrova ferita e priva di sensi, non può esimersi dall’entrare in contatto con lei per prestarle soccorso. Continua a leggere

“Solo se c’è la Luna”, candidato allo Strega 2017, prende vita nell’intervista a Silvana Grasso

Silvana Grasso, originaria della provincia di Catania, è semifinalista al Premio Strega 2017 con il romanzo Solo se c’è la Luna, edito da Marsilio.
Filologa classica per formazione, ha già pubblicato diverse opere e vinto numerosi premi letterari a livello regionale e nazionale. Dopo essere stata assessore ai Beni Culturali a Catania dal luglio 2007 al marzo 2008, oggi cura per il quotidiano La Sicilia la rubrica La Gorgone e vive a Gela, dove insegna lettere presso il liceo Eschilo.

In occasione della sua candidatura allo Strega della sua partecipazione al Premio Campiello 2017, la cui cinquina finalista verrà nominata a breve, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l’autrice a proposito della sua opera – e non solo.

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Quel libro un po’ troppo sopravvalutato

Può un thriller essere lento e monotono?
Sì. Sembra ossimorico, eppure sì, può essere. Basta spacciare per Thriller qualcosa che tale non è. 9788831724517
È il caso di questo romanzo. Il fatale talento del signor Rong è tutto ciò che non dovrebbe
essere. E d’altra parte, tutto ciò che sarebbe dovuto essere (un thriller grandioso, frutto di un autore fenomenale, eccetera eccetera) in realtà non è stato. Lo stesso signor Rong del titolo, protagonista della storia eppure così anonimo ed estraneo, meriterebbe di essere ribattezzato in altro modo, aggiungendo una W dinnanzi al suo nome, non perché ci sia da dire ‘Evviva!’ o ‘Forza!’, ma per un banale gioco di parole, per quel che ‘wrong’ ha a significare in inglese.
Dispiace dirlo, ma c’è molto di sbagliato in questo romanzo.
Per tali ragioni, se di solito si inizia una recensione parlando della trama del libro e di ciò che il libro è stato, stavolta si farà eccezione, perché il caso pretende che si parli di ciò che invece il libro ha mancato d’essere.
Mi si perdoni le ripetizioni e i giochi di parole, d’ora in avanti sarò più preciso.
Procedo con ordine. Continua a leggere