Tutto è rivelazione: “L’argentino” di Ivano Porpora

L’Argentino, Ivano Porpora
(Marsilio, 2018)

3174310È un’estate caldissima e spietata quella che si abbatte sul paese spagnolo di San Cristobàl, dove si svolge la massima parte di questo breve romanzo di Ivano Porpora. Spietati sono, nella loro umanità – quasi immonda tanto è vera -, la gran parte degli uomini e delle donne che lo popolano, così come spietata è la noia cui l’isolamento li costringe.

Rimasto intrappolato nelle pieghe della storia, il villaggio vive immerso in una lontananza dal mondo quasi metafisica. Gli occasionali riferimenti all’indimenticata Guerra Civìl (siamo nell’estate del ’58), o ad altre pagine della Storia, sono proiettati in un passato i cui binari di collegamento col presente sono stati tranciati da tempo; il generale Franco è evocato di tanto in tanto, con toni ora religiosi ora ingiuriosi, ma la dittatura non ha un ruolo definito nell’influenzare lo svolgersi degli eventi.

La componente del mondo esterno che filtra maggiormente nel mummificato villaggio è invece quella della cultura popolare: le arie d’opera più tradizionali e il neonato rhytm’n’blues americano accompagnano alcune scene, mentre la formazione del grande Real Madrid è la protagonista (ci credereste?) di un episodio assolutamente centrale nell’economia del romanzo. Fatta eccezione per queste sporadiche incursioni, la vita a San Cristobàl è spietatamente uguale a se stessa. Il cantare e ricantare del falegname, il rito del lavare via la polvere dal marciapiede messo in atto svogliatamente dal locandiere Morata, i rimproveri ricorrenti del vecchio parroco Don Pedro, sono tutti atti simbolici a cui è affidata l’evocazione di un tempo ciclico, prevedibile, mitologico.

Su questo sfondo caldo e inerte, poco adatto a far da combustibile, divampa tuttavia la prima adolescenza di Fernando Verano, il figlio del falegname Miguel. Verano è l’unica vera forza attiva del romanzo, l’unica in grado di intervenire sulla realtà immutabile del paese e plasmarla a immagine e somiglianza della propria forma di essere in evoluzione, in preda agli effetti spesso poco controllabili di una zuppa impazzita di ormoni. Il racconto in prima persona del suo difficile e del tutto inconsapevole incontro con le sfide della prima età adulta rappresenta l’ossatura principale de L’Argentino, che da questo punto di vista può essere a tutti gli effetti, seppur con qualche riserva, definito un romanzo di formazione.

Questo tormentato percorso viene esplorato a partire da tre macro-tematiche: l’amicizia, il contatto con il mondo degli adulti, la scoperta dell’amore e del sesso. Le pagine dedicate all’amicizia e alla sessualità, in particolare, sono tra le più luminose del romanzo. Le gesta quantomai profane della «banda di cani» di cui Verano fa parte, così come le loro prime e scalcinate avventure erotiche, sono raccontate e rivissute con un rispetto quasi religioso. Nei tratti marcati con cui Porpora definisce le figure di questi giovani, per natura ribelli e selvatici, e nella sacralità paradossale delle loro gesta si ritrova l’atmosfera della letteratura americana della beat generation, Jack Kerouac in primis. Nell’adolescenza di Verano tutto è scoperta, mistero e rivelazione.

Ciò che è realmente sorprendente de L’Argentino, se lo si vuole interpretare come un romanzo di formazione, è che per l’intera durata della lettura si viene indotti a credere che la materia e gli obiettivi del racconto siano tutt’altri. È lo stesso narratore, un Fernando invecchiato e mezzo rimbambito, che ci annuncia solennemente, nel primo capitolo, di voler dedicare l’ultimo tempo a sua disposizione a scrivere dell’unico fatto veramente significativo della sua vita: l’arrivo in paese di un misterioso stranierol’Argentino del titolo, che però «non era argentino» – e gli sconvolgimenti che ne seguirono.

Volendo dar retta a questo vegliardo lucido eppure irrimediabilmente perso nei propri ricordi, ci si trova davanti a una storia dalle tinte soprannaturali, che scorre parallela a quella prettamente adolescenziale di Verano. L’Argentino – figura dalle sfumature talvolta messianiche, talvolta decisamente più terrene – è il vento che nella memoria di Nandito, suo ideale discepolo, interviene a scombinare le tessere ordinate della realtà soffocante di San Cristobàl, «paradiso pieno di diavoli»; a lui si contrappone, prima solo concettualmente, poi anche fisicamente, il giovane Rosario, che di questi diavoli è il peggiore e il più selvaggio. Lo scontro tra i due si dipana tramite un succedersi di eventi misteriosi che via via liberano l’anima più nascosta del paese e portano, nel catartico ed ironico finale, ad una drastica risoluzione.

I due filoni narrativi di cui abbiamo detto convivono felicemente dal punto di vista formale, e lo stile di Porpora – agile, grezzo, aguzzo – ne è il grande unificatore. L’autore fa un ampio e talvolta ardito uso degli elementi dell’ambiente, sia esso naturale o – più spesso – artificiale, che va dall’affidare alle pietre, alle case o alle nuvole i sentimenti dei propri protagonisti, al depositare valenze simboliche importanti sull’incrocio dei pali di una porta, in un campetto da calcio.

Comunque la si pensi riguardo all’ingannevolezza dei suoi obiettivi e alla duplicità del suo intreccio, L’Argentino è un romanzo dalla robustezza stilistica notevole e dalla lettura estremamente trascinante. Porpora ci ha voluto raccontare prima di tutto un luogo e alcuni personaggi; poi la crescita di un ragazzo raccontata dal punto di vista di un anziano; infine una tenzone tra il Bene e il Male incarnati. A raccogliere queste fila e a dargli vita è il potere trasformativo dell’adolescenza e del ricordo. Proprio con un ricordo – evocato molte pagine prima ma solo alla fine svelato – si conclude il romanzo, forse fin troppo presto. Ma si sa che l’adolescenza è breve, i ricordi sono fugaci, l’estate – in spagnolo verano, come il cognome del protagonista – finisce in fretta.

Samuele Gaggioli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...