“Il mare dove non si tocca”, romanzo di formazione di Fabio Genovesi

Il mare dove non si tocca – Fabio Genovesi
(Mondadori)

47d7327b-e5b7-434b-be53-6df20576a014_medium_pSarà forse per via del momento storico, sarà per l’opprimente bisogno di sentirci adulti che ci impone di continuo la convivenza sociale, ma sta di fatto che i romanzi dedicati a storie d’infanzia catturano l’attenzione e diventano spesso delle piccole perle che tanto i più grandi quanto chi sta ancora crescendo guarda con interesse in vetrina e, prima o dopo, alla fine compra e legge.

Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi, uscito per Mondadori a settembre 2017, ne è un ottimo esempio. Si tratta, infatti, di una storia che parte da quando il protagonista non va ancora neppure a scuola, ovvero quel momento dell’esistenza in cui l’universo personale coincide con il nucleo familiare e con i suoi componenti.

E la famiglia di Fabio è davvero fuori dal comune, più affollata e più originale di quelle a cui i suoi coetanei sono abituata: oltre ai genitori, a popolargli le giornate ci sono ben dieci “nonni” senza figli né nipoti che trascorrono con lui gran parte del loro tempo, coinvolgendolo nel loro modo particolare di intendere la vita e nelle attività che li appassionano di più.

Nel momento in cui Fabio arriva a scuola, però, si rende conto che non tutti hanno la fortuna di avere attorno tanta gente come lui. Per di più, in generale i ragazzini amano circondarsi di compagni della stessa età e non stanno granché con gli adulti. Ne consegue che non sanno pescare, che non sempre hanno dimestichezza con ospedali, parrocchie e piscine, e che dall’altro lato conoscono giochi bizzarri come nascondino o moscacieca.

56468Sono loro a svelargli che i dieci anziani con cui è cresciuto e i cui nomi iniziano tutti con la “a” non sono dei veri nonni, quanto piuttosto degli zii: fratelli del vero nonno paterno, che per una sorta di maledizione familiare – a detta di tutti – hanno le rotelle fuori posto perché non si sono sposati entro i quarant’anni. Fabio accusa il colpo con stupore e con altrettanta meraviglia si presta a condividere una nuova fetta di esistenza nel mondo che sta al di là del Villaggio Mancini in cui è nato.

Da questo confronto fra dentro e fuori casa, fra prima e dopo le elementari, fra la normalità e la stranezza, fra ciò a cui si è abituati e ciò che risulta nuovo, prende il via non solo una narrazione frizzante, intelligente e delicata, ma una vera e propria crescita graduale del protagonista, che con la sua prontezza di spirito, il suo carattere sveglio e la sua spiccata sensibilità tenta di destreggiarsi fra gli opposti della vita senza lasciarsi schiacciare da luoghi comuni, maldicenze e credenze altrui.

Ad accompagnarlo in questo percorso sono, oltre ai nonni e ai compagni, soprattutto un padre severo che gli insegna a nuotare facendolo precipitare subito là, nel mare dove non si tocca, e poi una mamma particolarmente protettiva, una nonna in grado di fare valere sempre la propria volontà e un’altra piccola che va in giro travestita da coccinella. È anche grazie al loro esempio e alla loro maniera di comportarsi che Fabio non si smarrisce in mezzo alle difficoltà, alle novità e alle incomprensioni della crescita.

un_bambino_e_il_mare_dove_non_si_tocca_il_nuovo_romanzo_di_fabio_genovesi_3Ecco perché il romanzo cattura e affascina, senza mai stancare o annoiare chi lo legge: perché le fila della storia non si rifanno solo al punto di vista di un ragazzino con una memoria straordinaria e con un background personale insolito. Gli incontri, i dialoghi, i colpi di scena e le lezioni da imparare arrivano quasi sempre dagli scambi con l’Altro, che il più delle volte s’incarna in uomini e donne ormai fatti, altre volte in un manuale della vita, altre volte ancora in riflessioni a posteriori che Fabio matura nell’assistere a determinati episodi.

E così, con uno stile franco e poetico, Fabio Genovesi ci fa riscoprire molti dei sapori e dei piaceri dell’essere vivi, del cercare risposte e schemi nuovi per interpretare la realtà, del non soffermarsi alla superficie o alla norma per attribuire dei significati agli eventi e dei valori alle persone, in un romanzo che non diventa mai scontato e che ha molto da insegnare specialmente a chi è già adulto da un po’ e rischia di dimenticare l’essenza e la profondità dell’esistenza.

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