Premio Strega Europeo ’18: “Peccati gloriosi” di Lisa McInerney

Peccati gloriosi, Lisa McInerney
(Bompiani, 2017, trad. di M. Drago)

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La letteratura irlandese ci ha già abituati a personaggi ai limiti della perdizione, ai margini della collettività, a un passo dalla miseria. Eppure, Peccati gloriosi di Lisa McInerney, edito in Italia da Bompiani nella traduzione di Marco Drago, ha molto di nuovo da raccontare al riguardo e molti motivi per attirare e coinvolgere poi nella lettura.

L’opera, finalista al Premio Strega Europeo 2018, infatti, si inserisce in una tradizione composta da povertà e corruzione, da protagonisti che lottano con sé stessi e contro nemici spesso invisibili o irriconoscibili, e allo stesso tempo spicca non solo per originalità, ma soprattutto per un’idea a cavallo fra più generi letterari. Nel leggere si ha l’impressione di avere a che fare contemporaneamente con un romanzo di formazione, un giallo, una storia fin troppo verosimile e cruda, un intreccio di più amori sui generis, ed effettivamente ognuna delle definizioni finisce per essere calzante.

Le vicende sono quelle di sei persone loro malgrado coinvolte in episodi che le riguardano l’un l’altra, e che fanno emergere di continuo fragilità, lati oscuri e aneliti alla felicità e a un’emancipazione non solo sociale. C’è innanzitutto Ryan, che ha “quindici anni giusti giusti”: suona il pianoforte, fa lo spacciatore e si è perdutamente innamorato della compagna di classe Karine. Ha altri cinque fratelli e dopo la morte della madre vive con il padre Tony, sempre attaccato alla bottiglia.

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Poco più in là c’è Robbie, giovane tossico coinquilino della bella Georgie, che un tempo amava e che poi ha spinto a prostituirsi pur di pagare l’affitto e di seguitare a sballarsi insieme. Ciò non ha impedito a Georgie di conservare un forte desiderio di riscatto e una grande fede, la quale passa spesso attraverso oggetti concreti. Ecco perché a un certo punto Robbie decide di intrufolarsi nella casa di una sconosciuta, con la speranza di recuperare uno di questi. Lì, però, della sua presenza si accorge la proprietaria Maureen, una cinquantanovenne con un passato capace di tormentarla senza tregua. La donna uccide l’intruso a colpi di immagine sacra e dà il via a una serie di eventi impossibili da fermare.

Dopo aver compiuto l’omicidio, infatti, Maureen chiede al figlio Jimmy di aiutarla a nascondere il cadavere. Il ragazzo, che nel frattempo è un boss della malavita di Cork, viene appoggiato nel suo compito da Tony – ovvero dal padre di Ryan. Parallelamente, Georgie si rivolge a un’amica che in passato si prostituiva e che ora è una pusher, Tara, allo scopo di fare luce sull’accaduto e di ritrovare Robbie. Al loro fianco un altro pusher, Ryan – ovvero il figlio di Tony.

Ne emerge una trama composta da più racconti destinati a confluire in una rete di incontri e di scontri comuni, e in cui il ritratto dei singoli individui spicca sempre per autenticità e potenza emotiva. Con pennellate rapide e secche l’autrice fa scatenare fin da subito una morbosa empatia nei loro confronti, al punto che identificare carnefici e vittime è difficile, come lo è identificare il corretto cammino morale da perseguire.

Di certo rimane lo squallore della loro condizione generale di sopravvivenza, circondata da aspettative di elevazione e di salvezza straordinariamente realistiche: non c’è rancore che non sia accompagnato dal bisogno di essere amati, non c’è paura che non vada a braccetto con la speranza di redimersi e di costruirsi un futuro in grado di cancellare i numerosi errori commessi in precedenza. Non ci sono fragilità che non anneghino nella droga o nel sesso, insomma, nella degradazione personale e in una luce negli occhi che intanto guida verso orizzonti diversi e porte nuove da aprire, in una narrazione sapiente e ammaliante dall’inizio alla fine, che riesce a commuovere e a turbare insieme.

(Eva Luna Mascolino)

3 risposte a "Premio Strega Europeo ’18: “Peccati gloriosi” di Lisa McInerney"

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