Letture per l’estate. I consigli della redazione

La redazione del Rifugio dell’Ircocervo è pronta a prendersi una pausa dalla scrittura per scomparire tra boschi, spiagge, strade o semplicemente per riposare e accumulare letture in vista dell’autunno.

Per accompagnarvi durante il mese di agosto, abbiamo preparato una lista di consigli di lettura che speriamo possano accompagnarvi in queste lunghe e calde settimane di agosto, spaziando tra la saggistica e la narrativa, tra storie ambientate in città e altre immerse nella natura, tra parti di mondo remote e altre che hanno un familiare sapore di casa.

Buona lettura e grazie per averci letto per tutto l’anno! Ci rivediamo a settembre per ricominciare a parlare di libri.

Spatriati, di Mario Desiati
(Einaudi, 2021) – consigliato da Alessia Angelini

Vacanze al paesello? Magari nell’entroterra di una regione del Sud Italia, distante un intervallo di tempo compreso tra i 10 e i 20 minuti di macchina dal mare? Paesello vicino a campagna arsa e muretti di pietra, emblema di quella che a chi la vede da fuori piace chiamare vita lenta? Oppure nel cuore più urbano, volitivo e sensuale di una grande città libera, spazio di possibilità da cogliere o da perdere come Berlino? Allora fidati: se non l’hai già letto, è il momento di recuperare Spatriati, di Mario Desiati. 

Conversazione in Sicilia, di Elio Vittorini
consigliato da Giuseppe Vignanello

Niente profumo di zagara, o distese di agrumeti, o tutte le vituperate immagini da cartolina della Sicilia estiva. Con Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini si può attraversare l’isola e non solo – posando lo sguardo sulle sue radici più viscerali. Un lungo viaggio in treno verso sud è l’occasione per raccontare una terra bruciata dal sole e dalla migrazione. Un racconto onirico, allucinato, febbrile (nel senso delle visioni che solo la febbre può procurare), che mischia il verismo e la critica sociale alla tenerezza di certi dialoghi familiari, rotti e incomprensibili per intima natura. Un romanzo pubblicato 85 anni fa, del quale si possono sentire risuonare ancora tutti gli echi. Un’opera che, come tutte le storie degne di questo nome, narrando di una sola terra e di un solo viaggio di ritorno li racconta tutti.

Il miglior amico dell’orso, di Arto Paasilinna
(Iperborea, 1995 – trad. N. Rainò) – consigliato da Marta Grima 

Pubblicato nel 1995, si tratta di un romanzo surreale e ironico che incarna perfettamente lo spirito dissacrante e malinconico della narrativa nordica. Protagonista della storia è un prete luterano in crisi spirituale che, dopo un incontro casuale con un cucciolo d’orso, decide di intraprendere un lungo viaggio. Il rapporto tra l’uomo e l’animale diventa il pretesto per una riflessione sul senso della vita e sul legame con la natura, il tutto raccontato con leggerezza e umorismo. Una favola contemporanea che diverte e fa pensare.

Quella sera dorata, di Peter Cameron
(Adelphi, 2002 – trad. A. Rossatti) – consigliato da Francesca Rossi

Kansas, 1995: un giovane dottorando scrive una lettera diretta in Uruguay agli esecutori testamentari di Jules Gund, defunto scrittore di origini ebree, per chiedere loro l’autorizzazione a scriverne la biografia.  Il netto rifiuto degli eredi –  e l’esortazione della sua “molto pratica” fidanzata –  lo costringerà a volare fino alla sperduta località di Ochos Rìos per cercare di far cambiare idea alla strampalata famiglia di Jules. In questo romanzo, Peter Cameron combina dialoghi accattivanti e personaggi complessi con un’atmosfera sognante e sospesa, molto diversa dalla New York raccontata in altre occasioni. Il risultato è un intrattenimento raffinato e godibilissimo, perfetto per accompagnare queste lunghe giornate estive. 

Lourdes, Rosa Matteucci
(Adelphi, 1998) – consigliato da Viviana Veneruso

Quando la goffa, disgraziata Maria Angulema intraprende il pellegrinaggio per Lourdes, con lo scopo di chiedere conto all’Altissimo del dolore che si porta addosso, il suo viaggio si rivela una via crucis costellata di incontri rocamboleschi, da tragicommedia. Nell’universo narrativo tratteggiato da Rosa Matteucci, il luogo di fede per antonomasia si fa sede di inciampi, passi falsi e tormentose domande aperte sul perché delle cose umane, il tutto raccontato con impietoso ma elegante sarcasmo.

Il latte della madre, di Nora Ikstena
(Voland, 2017 – trad. M. Carbonaro) – consigliato da Enrico Bormida

Il latte della madre è un romanzo ambientato in Lettonia, e ne ripercorre la storia – comune a quella dei paesi baltici che la circondano – dalla seconda guerra mondiale alla fine dell’URSS, partendo dal momento in cui i sovietici cacciano le truppe naziste. Un evento privato accaduto durante il cambio di regime fa da scaturigine a un romanzo a due voci, in cui a parlare sono una madre e una figlia, in un monologo parallelo. Un libro che parla di libertà, della libertà di scegliere, e delle conseguenze che derivano dalla sua repressione, in un’area geografica che si percepisce tutt’oggi in equilibrio precario.

Tutte le mattine di Sybil di Virginia Evans
(Rizzoli, 2026 – trad. G. Oneto) – consigliato da Antonella De Cicco

A settantatré anni, Sybil ha scelto di abitare il silenzio della propria casa nel Maryland, tra il giardino che cura con dedizione e la scrittura epistolare che continua a praticare in un’epoca in cui le lettere sembrano appartenere al passato. Ogni destinatario diventa il tassello di un’esistenza raccontata per scorci, mentre una lettera mai spedita custodisce il dolore che ha segnato la sua vita. Un romanzo delicato sulla forza della parola scritta e sulla possibilità di ritrovare sé stessi anche quando sembra troppo tardi.

Principio metà fine, di Valeria Luiselli
(Einaudi, 2026 – trad. Tommaso Pincio) – consigliato da Ginevra Portalupi Papa

In una Sicilia arsa dal sole, dalla lava e dalle fiamme una madre e una figlia inseguono il mito delle proprie origini sospinte dai venti. A guidarle un mosaico proveniente da epoche lontane e le parole degli antichi, che aiutano a decifrare la realtà, ma al contempo ne amplificano il mistero. In un’estate in cui Omero e i suoi sembrano vederci meglio che mai, questo diario di viaggio a più voci scritto da Valeria Luiselli è un bellissimo viatico.

Women travellers on the Nile, AA.VV.
(American University in Cairo) – consigliato da Eleonora Mander

Quale guida migliore per scoprire i segreti di un luogo della voce di chi l’ha conosciuto e amato prima di noi? In questo caso, la destinazione è l’Egitto e le narratrici sono viaggiatrici che, a partire dal XVIII secolo, si sono avventurate tra i suq del Cairo, hanno viaggiato sui flutti del Nilo e visitato i siti archeologici, quando non ci hanno lavorato in prima persona. Dai resoconti di Florence Nightingale, considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, a quelli di Amelia Edwards, egittologa e giornalista, questo libriccino, parte di una più ampia collana di antologie di viaggio edita da AUC (American University in Cairo) Press promette di trasportarvi in un Egitto che non sempre esiste ancora, ma che continua ad affascinare.

Fair play, di Tove Jansson
(Iperborea, 1989 – trad. K. De Marco) – consigliato da Loreta Minutilli

In una Finlandia dipinta a metà tra la quotidianità operosa di Helsinki e la pace incantata di un’isola remota, due donne condividono progetti, idee, pasti e fatiche – in poche parole, una vita intera. Traducendo in un’opera compiuta il motto della sua autrice – “Lavorare e amare” – questo piccolo capolavoro tratteggia due personaggi indimenticabili e dipinge perfettamente la tensione eterna di chi fa un lavoro creativo, quella che lega il tempo per lavorare al tempo per amare.
La storia delle protagoniste viene tessuta attraverso capitoli brevissimi, perfetti da gustare tra un bagno e un riposino sulla spiaggia.

La voce del padrone. Un monologo, di Francesco Pacifico
(add editore, 2025) – consigliato da Giacomo De Rinaldis

L’emancipazione femminile non è un processo indolore. Per farsi spazio, le donne devono sottrarlo inevitabilmente a coloro che lo hanno occupato per secoli: i maschi. La voce del padrone è un atto d’amore da parte di un uomo che ama una femminista e perciò deve – finalmente – mettersi in discussione in quanto maschio, imparare ad abitare lo spazio condiviso. Lo scrittore e traduttore Francesco Pacifico realizza una confessione sincera e a tratti divertente, dal punto di vista inedito di un uomo che percepisce la contraddizione tra patriarcato e femminismo, tra la tentazione della reazione e la gioia della rivoluzione.

Immagine in copertina: Foto di Bibliotheek Bornem da Pixabay

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