“La mite”, l’irrequieto racconto di Dostoevskij nella nuova traduzione Adelphi

La mite – Fëdor Michajlovič Dostoevskij
(Adelphi, 2018, trad. di S. Vitale)

bf0eed52bb3bfe8b68498162af961bdf_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyIspirato a un caso di cronaca, questo lungo racconto è stato pubblicato dall’autore nel 1876, nel numero di novembre del suo Diario di uno scrittore a cadenza mensile. In Italia è arrivato per la prima volta nel 1919 e, a partire dal secondo dopoguerra, è stato tradotto più di una volta: nel 1953 e poi nel 1962, nel 1974 e poi nel 1981, nel 1988 e nel 1995, nel 1997 e infine adesso, nel 2018, da Serena Vitale per Adelphi.

Una tale attenzione per una storia dopotutto breve, se paragonata ad altri capolavori di Dostoevskij e non solo, deve avere necessariamente una buona spiegazione, che in effetti andrebbe ricercata nel carattere stesso dell’opera.

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“Un romanzo russo”, ovvero il viaggio introspettivo di Emmanuel Carrère

Un romanzo russo – Emmanuel Carrère
(2018, Adelphi, trad. di L. Di Lella e M.L. Vanorio)

713ca76b1ff7379cdd799df6270a37ef_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyMi dico: è questa la storia, ma non ne sono convinto. Né che sia questa né tantomeno che sia una storia. Ho voluto raccontare due anni della mia vita, Kotel’nič, mio nonno, la lingua russa e Sophie, nella speranza di riuscire a catturare qualcosa che mi sfugge e mi tormenta. Ma ancora oggi questo qualcosa mi sfugge e mi tormenta”, riconosce l’autore quando la sua opera è ormai quasi alla fine.

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5 capolavori poco noti e monumentali della letteratura europea

5 capolavori complessi e monumentali del ‘900 europeo, non conosciuti quanto meritano forse proprio a causa della loro complessità e lunghezza, che rendono la lettura spesso tutt’altro che facile. Eppure, malgrado lo sforzo, o proprio in virtù di esso, sono romanzi grandiosi che andrebbero letti.
Ecco le loro brevi recensioni per farvene un’idea accurata.

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L’artico magico e selvaggio raccontato da Knud Rasmussen

Aua, Knud Rasmussen
(Adelphi, 2018 – a cura di Bruno Berni)

aua_copertinaI lettori che amano lasciarsi trasportare in terre inesplorate dalla forza delle parole saranno irresistibilmente attratti da Aua, la raccolta di scritti dell’esploratore e antropologo Knud Rasmussen recentemente pubblicata da Adelphi a cura di Bruno Berni.

Rasmussen dedicò tutta la sua vita allo studio del popolo eschimese e all’esplorazione delle regioni artiche. I brani raccolti in Aua sono in particolare tratti dai tomi di Dalla Groenlandia al Pacifico, dove l’autore raccoglie il materiale relativo alla V Spedizione Thule, che riguardò tra il 1921 e il 1924 lo studio delle regioni del Canada artico, a partire dalla Groenlandia fino all’Alaska. Continua a leggere

Un biglietto di sola andata: Tokyo express

 

Tokyo Express, Matsumoto Seichō

(Adelphi 2018)

tokyo express

Lui e lei, distesi su una bella spiaggia rocciosa dell’isola di Kyūshū, morti. Un suicidio d’amore, come capita non di rado in Giappone. La polizia archivia rapidamente il caso, tuttavia due ispettori rimangono dubbiosi sull’intera vicenda e indagano. È così che prende avvio il poliziesco di Matsumoto Seichō Tokyo Express, uno degli ultimi libri usciti per Adelphi.  Continua a leggere

“Marie aspetta Marie”, la riscoperta di Madeleine Bourdouxhe dopo 80 anni

Marie aspetta Marie – Madeleine Bourdouxhe
(Adelphi)

88f09bd54342ab28238bf0df938f4bac_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyL’amore batte secondo le pulsazioni del tempo, come battono tutte le cose viventi. Si rafforza o si sgretola, declina e si risolleva. Se è vivo può morire. Ed è questo il suo bello. Una cosa è grande e commovente solo quando contiene una possibilità di morte“. Marie lo capisce in un giorno d’estate, quando per caso si distrae dal sentimento che prova per il marito Jean e improvvisamente si ritrova a guardare negli occhi un giovane ragazzo sdraiato accanto a lei, in Costa Azzurra.

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Elogio involontario di Milan Kundera

Ovvero: credevo fosse una recensione, invece era un panegirico.
Elogio imprevisto, a partire da una riflessione sulla raccolta Amori Ridicoli, della quale avrei dovuto fare una semplice recensione, ma così non è stato.

Amori Ridicoli di Milan Kundera è stato l’ultimo libro che ho letto nel 2017. Una raccolta di racconti che ha rappresentato l’esordio di uno degli scrittori più importanti del ‘900 e che stimo tra i miei autori preferiti.

Era da un po’ che non leggevo Kundera, forse un paio d’anni, prima dei quali avevo divorato sette suoi libri (cinque romanzi, un saggio e un testo teatrale), ma con la consapevolezza di aver fatto l’errore di non averli letti nell’ordine in cui sono stati scritti. Se in riferimento ad alcuni autori tale premura può rappresentare agli occhi di alcuni una pignoleria, ciò non vale per l’autore boemo. La ragione è insita nella particolare storia biografica di quest’uomo, che separa la sua produzione in due periodi: l’uno praghese e l’altro parigino, tant’è che alcune opere sono state scritte in ceco e altre in francese. (C’è anche una seconda ragione, ma del tutto personale, ovvero voler conoscere abbastanza bene quest’autore da avere coscienza della sua parabola artistica in senso cronologico). Continua a leggere

L’amore a prima vista secondo Wisława Szymborska, nella nuova omonima raccolta

 

Amore a prima vista – Wisława Szymborska
(Adelphi)

b250ec62ab8029b069d306e25938b613_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyDel nuovo libro firmato Wisława Szymborska, Premio Nobel per la Letteratura nel 1996, si parla ancora poco. Dopotutto è uscito da poco meno di un mese e non ha inediti della poetessa polacca morta nel 2012, costituendosi solo come una raccolta con un filo conduttore ben preciso.

Eppure, Amore a prima vista, curato nell’edizione italiana Adelphi da Pietro Marchesani, è un compendio indispensabile per tutti gli amanti di questa autrice eclettica e per chi volesse in una sola opera assaggiarne la lingua e i contenuti più pregnanti.

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Non sollevare quel velo dipinto che i viventi chiamano vita

il velo dipinto_copertinaLa nuova, morbidissima edizione Adelphi de Il velo dipinto, uno dei romanzi più noti di William Somerset Maugham, mi chiama dagli scaffali della libreria fin da quando l’ho vista la prima volta. Sentivo che la lettura di questo libro mi avrebbe avvinta, arricchita e sconvolta, eppure avevo esitato a compierla fino a che non ho avuto la possibilità di prenderlo in prestito in biblioteca. A quel punto, sono bastati tre giorni di pagine rubate tra un impegno e l’altro per divorarlo fino in fondo, e ho avuto la conferma che le mie sensazioni erano esatte. Continua a leggere