La pista di ghiaccio, il terreno scivoloso del noir in Bolaño

La pista di ghiaccio, Roberto Bolaño
(Adelphi, 2019)

lapistadighiaccioLa pista di ghiaccio è l’ultimo romanzo di Bolaño pubblicato in Italia. Inizialmente per Sellerio, adesso per Adelphi.
Ogni volta che leggo un’opera di Roberto Bolaño ho la sensazione che – per capirlo davvero – ci si dovrebbe leggere tutte i romanzi, senza ordine, poi riprenderli tutti e cercare di carpirne i legami, le quantità di richiami e riferimenti reciproci. Come si dovrebbe fare per Cervantes, forse. In ogni caso, Bolaño ha la capacità di scrivere sempre le stesse cose – come tutti gli scrittori – in mille modi differenti, e tutti splendidamente orchestrati (e orchestrali, corali). Continua a leggere

Ama soprattutto la vita: “La cattiva strada” di Japrisot

La cattiva strada, Sébastien Japrisot
(Adelphi, 2018 – trad. S. Mambrini)

japrisotQuando La cattiva strada viene pubblicato in Francia per la prima volta il suo autore, che si fa chiamare con lo pseudonimo di Sébastien Japrisot, ha appena 19 anni. Questo dato sarebbe sufficiente a suscitare l’interesse della critica verso un’opera che parrebbe guidata da una penna molto più esperta, ma è anche il 1950 e il volume viene accolto con qualche perplessità: non possiamo biasimare del tutto la critica francese, dato che la storia d’amore raccontata da Japrisot è audace anche per gli standard contemporanei. Continua a leggere

Per favore, risolvete il problema morte: “Essere una macchina” di Mark O’Connell

Essere una macchina, Mark O’Connell
(Adelphi, 2018 – trad. Gianni Pannofino)

oconnellSono passati solo pochi giorni da quando vi abbiamo parlato di The game di Alessandro Baricco. Il saggio dello scrittore torinese condivide più di un aspetto con Essere una macchina, opera prima del giornalista e scrittore irlandese Mark O’Connell. In particolare, ad accomunare i due libri è il macro-tema della riflessione sulla tecnologia e sui suoi rischi, nonché sulle motivazioni degli artefici (tutti ingegneri, maschi, bianchi e americani) della “rivoluzione digitale”. L’obiettivo su cui è puntata l’analisi di O’Connell, tuttavia, è meno generale e più inquietante.

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“Gli Undici” di Michon, o l’affascinante storia di un quadro inesistente

Gli Undici, Pierre Michon
(Adelphi, 2018 – trad. G. Girimonti Greco)

Gli Undici di Pierre Michon, uscito in Francia nel 2009 e vincitore del Grand prix du roman de l’Académie française nello stesso anno, è un esperimento narrativo probabilmente senza eguali. Una storia nella storia, che parla della Storia. Ovvero: la vicenda di un pittore, raccontata a propria volta da un uomo di un XXI secolo alternativo al nostro, incentrata su un episodio risalente a un periodo cruciale non solo per le sorti della Francia moderna, ma anche per quelle del resto del mondo.

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“Mani”: un On the road in Grecia tra Kerouac, Erodoto e Pausania

Mani – Viaggi nel Peloponneso, Patrick Leigh Fermor
(Adelphi, 2004 – Trad. F. Salvatorelli)

maniPatrick Leigh Fermor è una piacevolissima scoperta. L’esistenza avventurosa sua e di Joan – compagna di vita e di viaggio, dedicataria del testo – meriterebbe un articolo a sé. Inglesi, di buona famiglia, entrambi arruolati nella seconda guerra mondiale, talvolta con incarichi anche di rilievo – con una grande passione per i viaggi e per il mondo ellenico. Mani, come da sottotitolo, racconta di uno di questi viaggi, compiuto nella zona più arretrata, ostica, isolata e fiera della Grecia: l’estremo sud del Peloponneso, la regione del Mani, montuosa e aspra, che termina nel Capo Matapan. Continua a leggere

“La mite”, l’irrequieto racconto di Dostoevskij nella nuova traduzione Adelphi

La mite – Fëdor Michajlovič Dostoevskij
(Adelphi, 2018, trad. di S. Vitale)

bf0eed52bb3bfe8b68498162af961bdf_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyIspirato a un caso di cronaca, questo lungo racconto è stato pubblicato dall’autore nel 1876, nel numero di novembre del suo Diario di uno scrittore a cadenza mensile. In Italia è arrivato per la prima volta nel 1919 e, a partire dal secondo dopoguerra, è stato tradotto più di una volta: nel 1953 e poi nel 1962, nel 1974 e poi nel 1981, nel 1988 e nel 1995, nel 1997 e infine adesso, nel 2018, da Serena Vitale per Adelphi.

Una tale attenzione per una storia dopotutto breve, se paragonata ad altri capolavori di Dostoevskij e non solo, deve avere necessariamente una buona spiegazione, che in effetti andrebbe ricercata nel carattere stesso dell’opera.

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“Un romanzo russo”, ovvero il viaggio introspettivo di Emmanuel Carrère

Un romanzo russo – Emmanuel Carrère
(2018, Adelphi, trad. di L. Di Lella e M.L. Vanorio)

713ca76b1ff7379cdd799df6270a37ef_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyMi dico: è questa la storia, ma non ne sono convinto. Né che sia questa né tantomeno che sia una storia. Ho voluto raccontare due anni della mia vita, Kotel’nič, mio nonno, la lingua russa e Sophie, nella speranza di riuscire a catturare qualcosa che mi sfugge e mi tormenta. Ma ancora oggi questo qualcosa mi sfugge e mi tormenta”, riconosce l’autore quando la sua opera è ormai quasi alla fine.

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5 capolavori sconosciuti e monumentali della letteratura europea

5 capolavori complessi e monumentali del ‘900 europeo, non conosciuti quanto meritano forse proprio a causa della loro complessità e lunghezza, che rendono la lettura spesso tutt’altro che facile. Eppure, malgrado lo sforzo, o proprio in virtù di esso, sono romanzi grandiosi che andrebbero letti.
Ecco le loro brevi recensioni per farvene un’idea accurata.

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L’artico magico e selvaggio raccontato da Knud Rasmussen

Aua, Knud Rasmussen
(Adelphi, 2018 – a cura di Bruno Berni)

aua_copertinaI lettori che amano lasciarsi trasportare in terre inesplorate dalla forza delle parole saranno irresistibilmente attratti da Aua, la raccolta di scritti dell’esploratore e antropologo Knud Rasmussen recentemente pubblicata da Adelphi a cura di Bruno Berni.

Rasmussen dedicò tutta la sua vita allo studio del popolo eschimese e all’esplorazione delle regioni artiche. I brani raccolti in Aua sono in particolare tratti dai tomi di Dalla Groenlandia al Pacifico, dove l’autore raccoglie il materiale relativo alla V Spedizione Thule, che riguardò tra il 1921 e il 1924 lo studio delle regioni del Canada artico, a partire dalla Groenlandia fino all’Alaska. Continua a leggere

Un biglietto di sola andata: Tokyo express

 

Tokyo Express, Matsumoto Seichō

(Adelphi 2018)

tokyo express

Lui e lei, distesi su una bella spiaggia rocciosa dell’isola di Kyūshū, morti. Un suicidio d’amore, come capita non di rado in Giappone. La polizia archivia rapidamente il caso, tuttavia due ispettori rimangono dubbiosi sull’intera vicenda e indagano. È così che prende avvio il poliziesco di Matsumoto Seichō Tokyo Express, uno degli ultimi libri usciti per Adelphi.  Continua a leggere