Premio Campiello ’18: il visionario “La galassia dei dementi” di Cavazzoni

La galassia dei dementi, Ermanno Cavazzoni
(La nave di Teseo – 2018)

 

la-galassia-dei-dementiIn un futuro lontano lontano, in una galassia vicina vicina – cioè questa qui – vive una popolazione di umani ai quali di umano è rimasto molto poco. Sono grassi, pigri, quasi incapaci di grandi spostamenti; collezionano oggetti di dubbia utilità o rilevanza storica – come le grucce per gli abiti – credendo che invece siano testimonianze storiche di un mondo lontano. In questo modo fingono un attaccamento storico ad una civiltà che non è più la loro, credendo di conoscerla ma senza averne vera competenza.
È il nuovo modo di essere radical chic, per utilizzare un’espressione che ultimamente piace molto. Questa nuova generazione si affida – fisicamente e sentimentalmente – a dei droidi di varia generazione, c’è chi si può permettere i modelli nuovi e chi no. Continua a leggere

Campiello 2018: “Mio padre la rivoluzione” rovescia la realtà

Mio padre la rivoluzione, Davide Orecchio
(minimun fax, 2017)

 

imageRaramente mi capita di non saper decidere se un libro mi ha convinto o meno, eppure questo è accaduto con Mio padre la rivoluzione, finalista al Premio Campiello. Dopo averne concluso la lettura, pur essendomi riservata alcuni giorni per riflettere sono ancora preda dell’indecisione.

L’opera di Davide Orecchio si distingue da subito per la sua struttura: Mio padre la rivoluzione non è un romanzo, bensì una raccolta di dodici racconti differenti per ambientazione (si passa dal Messico agli Stati Uniti, dalla Germania nazista all’Italia del dopoguerra) e personaggi (da Gianni Rodari a Lev Trockij, da Stalin a Hitler, da Togliatti a Bob Dylan). Continua a leggere

“Parla mia paura”, il nuovo vibrante romanzo di Simona Vinci

Parla mia paura – Simona Vinci
(Einaudi)

7895960_2695534Simona Vinci è tornata in libreria lo scorso 19 settembre con Parla mia paura, già in ristampa con Einaudi Stile Libero. Si tratta di una storia insolita per l’autrice, che normalmente non ama scrivere in prima persona né soffermarsi su dettagli personali, e che in questo caso si è invece fatta portavoce di una testimonianza autobiografica complessa.

Il romanzo, infatti, è il completamento de La prima verità, opera con cui la scrittrice ha vinto il Premio Campiello nel 2016 e di cui la nuova pubblicazione rappresenta un cambio di prospettiva interessante, fondato sulle parti tagliate fuori dalla storia precedente.

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Speciale Campiello: la monumentale opera di Massini racchiude un mondo

Qualcosa sui Lehman, Stefano Massini
(Mondadori)

Il nome di Stefano Massini potrebbe non dire molto ai più, ma chi segue il teatro sa che al suo nome risponde il drammaturgo italiano più rappresentato nei teatri di tutto il mondo negli ultimi anni. Dal 2015 è responsabile artistico del Teatro Piccolo di Milano e il suo Lehman Thrilogy è tradotto in 15 lingue.

Del fortunato Lehman Thrilogy, scritto tra il 2009 e il 2012, si può dire che Qualcosa sui Lehman sia l’estensione: da un dramma per il teatro si è giunti a un monumentale romanzo-ballata di quasi 800 pagine, un’opera grandiosa, ricca di brio e colpi di genio, che travalica qualsivoglia distinzione di genere. Se la costola da cui nasce è teatrale, invero non solo per l’ampiezza, ma anche per la narrazione, ci troviamo di fronte a una grande saga familiare, a un romanzo storico e di formazione; e al tempo stesso l’esposizione in versi eccede i canoni convenzionali del romanzo e del dramma, tanto che l’opera viene a buon diritto definita ballata. Con Massini, il teatro, la poesia e la letteratura romanzesca si incontrano e si fondono in un ibrido originale, freschissimo, sagace. Continua a leggere

Speciale Campiello 2017: “L’Arminuta”, il romanzo che non riuscirete a smettere di leggere

“L’Arminuta”, di Donatella Di Pietrantonio

Ci sono storie che toccano i punti più profondi dell’animo umano e li rimescolano. Sono storie che stravolgono le convinzioni di chi le legge, creano una nuova mappa di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e costruiscono ricordi così vividi che sembra di averli vissuti in prima persona. L’Arminuta, l’ultimo libro di Donatella Di Pietrantonio edito da Einaudi, racconta una di queste storie. Continua a leggere

Speciale Campiello 2017: “La ragazza selvaggia” di Laura Pugno

La ragazza selvaggia di Laura Pugno (Marsilio) è uno dei cinque romanzi finalisti al Premio Campiello 2017. La nostra recensione:

La ragazza a cui il titolo fa riferimento è Dasha, scomparsa ormai da dieci anni in condizioni mai del tutto chiarite. In una fredda notte di dicembre, Dasha viene ritrovata in un bosco, è ferita e ha perso i sensi. A farne la scoperta è Tessa, biologa, che vive in un container nei boschi di Stellaria per svolgere studi e osservazioni. Tessa aveva già incontrato Dasha altre volte, aveva visto i suoi nascondigli nel bosco, ma mai ne aveva dato notizia, forse perché consapevole che lo stato selvaggio di Dasha era ormai irreversibile. Eppure, la notte del 22 dicembre, quando la ritrova ferita e priva di sensi, non può esimersi dall’entrare in contatto con lei per prestarle soccorso. Continua a leggere

Intervista a Francesca Manfredi, Premio Campiello Opera Prima con “Un buon posto dove stare”

cover_ManfrediI racconti in Italia non vendono”, sostengono agenti letterari, editori, responsabili del mercato del libro. Sta di fatto, però, che quando sono scritti bene vincono almeno un buon premio letterario.

È il caso di Francesca Manfredi, ex allieva presso la Scuola Holden e ora insegnante di Narrazione nella stessa struttura a soli 29 anni, che quest’anno ha pubblicato con La Nave di Teseo il suo primo libro: Un buon posto dove stare. Ha partecipato al Premio Campiello 2017 con i suoi 11 racconti ed è stata la vincitrice della sezione Opera Prima, ottenendo peraltro l’immediato apprezzamento della critica.

Oggi scambiamo quattro chiacchiere con lei a proposito della sua opera e della sua professione di scrittrice e insegnante.

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I 110 migliori libri italiani degli ultimi 200 anni

PRESENTAZIONE

La premessa è d’obbligo: una lista di libri non ha mai pretesa d’essere scienza oggettiva. Nel nostro caso abbiamo cercato di coniugare, come criteri, il giudizio della critica, l’importanza che l’opera ha avuto all’interno del clima culturale e sociale in cui è apparsa, la sua innovazione letteraria, il giudizio medio dei lettori, l’importanza del suo autore, ecc. Sostanzialmente l’obiettivo di questa lista è far scoprire opere belle e importanti di meritevoli autori che ormai sono immeritatamente poco conosciute, che, come vedrete, si alternano a quei capolavori senza tempo che rendono verdeggiante la nostra letteratura italiana. Accanto a Calvino troverete D’Arrigo, oppure Cavani insieme a Pavese, Anna Banti con Elsa Morante, e così via. Se è vero che Carducci, Silone, Fogazzaro o Leopardi hanno reso gloriosa la nostra letteratura, vero anche che un simile contributo è da attribuire a Manganelli o a Carmelo Bene, a Landolfi come a Maria Bellonci, alle opere di Bontempelli come a quelle di Savinio, eccetera. È anche l’occasione per trovare consigli di lettura, tra romanzi, poesia e opere teatrali.
L’ordine è rigorosamente cronologico, sia per l’impossibilità di un ordine cardinale sia per dar un’idea del contesto e dell’ordine in cui queste opere sono apparse. Continua a leggere

“La mappa”, il romanzo che non ha vinto il Premio Campiello ma che ha conquistato la critica

La mappa – Vittorio Giacopini
(Il Saggiatore)

mappaLa mappa si porta addosso l’etichetta di romanzo storico, anche se la sua forma non assomiglia affatto a quanto ci si aspetta di solito da questo genere letterario. Lo stile, infatti, sembra essere stato preso in prestito da altri tempi; e così le metafore, i colori della natura, le battute dei personaggi, i loro indumenti e le loro case.

Eppure, non c’è niente di già sentito né di (ri)costruito, nelle tre parti che compongono la narrazione: i protagonisti sono totalmente inediti, l’ambientazione è innovativa e l’intero intreccio è disseminato di delicati ammiccamenti ai lettori più attenti.

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