Governare la storia. “Max Fox” di Sergio Luzzatto e “L’archivio del mondo” di Maria Pia Donato

 

Max Fox. O le relazioni pericolose, Sergio Luzzatto
(Einaudi, 2019)
L’archivio del mondo. Quando Napoleone confiscò la storia, Maria Pia Donato
(Laterza, 2019)


Il modo in cui ordiniamo il mondo tradisce ciò che siamo: un tentativo di compendio alla corrente archeologica che ha investito l’indagine filosofica del secondo Novecento. Abbandonate le spoglie di un pensiero capace di sopportare con la sola forza del proprio essere-nel-mondo (Heidegger) o della propria coscienza (Sartre e l’esistenzialismo francese) tutto il carico d’angoscia cui il fatto dell’esistenza costringe, il campo di produzione del sapere subisce un declivio dalle cittadelle interiori agli spazi tra le cui mura gli individui sono ridotti al silenzio dalle insegne all’ingresso: “si prega di non disturbare”. Esercizi di potere delle biblioteche. Distese di volumi si ergono verso l’alto, tutto quanto gli uomini sono stati capaci di sistemare si può ritrovarlo tra qualche pagina, scorrendo il dito sull’indice di un documento.

 

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Dalla miseria al Nuovo Mondo: si chiude l’epopea dei De Boer

La terra promessa, Matteo Righetto
(Mondadori, 2019)

 

coverNelle ultime pagine de L’ultima patria avevamo lasciato i fratelli De Boer, la Jole e il giovane Sergio, su un treno diretto a Padova, rassegnati ad abbandonare la terra natia. La terra promessa, il romanzo che conclude la cosiddetta Trilogia della Patria, riprende da questo stesso punto.
Dopo un viaggio massacrante i De Boer sono arrivati a Genova; lì stringono amicizia con un’altra famiglia di emigranti, con cui si imbarcano verso l’America (la terra promessa del titolo). Continua a leggere

“Un giorno verrà”, anarchia e potenza

Un giorno verrà, Giulia Caminito
(Bompiani, 2019)

 

copertinaSi comincia a leggere Un giorno verrà e si entra subito, anima e corpo, nella Storia. Siamo infatti a Serra de’ Conti, nelle Marche, a cavallo tra Ottocento e Novecento. In poche pagine impariamo a conoscere la famiglia Ceresa, composta dal fornaio Luigi, dalla moglie Violante e dai figli Adelaide e Antonio. Poi ci sono loro, Lupo e Nicola, pecore nere, reietti per motivi diversi. Continua a leggere

La distopia siamo noi

Il passato e il presente delle distopie, tra realtà e letteratura

Quando alcuni scrittori, sin dal primo Novecento, iniziarono a concepire il luogo cattivo della letteratura, quale esito della depravazione e corruzione a cui l’umanità sembrava condannata, il futuro appariva indubbiamente una promessa enigmatica quanto drammatica. Quel futuro è già oggi, è il nostro presente se non il nostro passato – lontano è ormai il 1984 – e a ben guardarci intorno, con attenzione, possiamo notare ciò che a primo acchito non ci appare: che il luogo cattivo si annida ovunque intorno a noi, in ogni angolo, in ogni speranza, nascosto in agguato da qualunque direzione.
Viviamo nella “società del rischio”[1], siamo la generazione che, parafrasando Bauman, più di tutte fa esperienza di un eccessivo – quanto immotivato – senso di insicurezza ogni giorno[2]. E vien facile capire quant’è naturale che la distopia proliferi così tanto nella produzione artistica: dalla letteratura al cinema e alla televisione, dall’illustrazione ai videogiochi. Perché tutto oggi è distopia. La distopia siamo noi. Continua a leggere

Campiello 2018: “Mio padre la rivoluzione” rovescia la realtà

Mio padre la rivoluzione, Davide Orecchio
(minimun fax, 2017)

 

imageRaramente mi capita di non saper decidere se un libro mi ha convinto o meno, eppure questo è accaduto con Mio padre la rivoluzione, finalista al Premio Campiello. Dopo averne concluso la lettura, pur essendomi riservata alcuni giorni per riflettere sono ancora preda dell’indecisione.

L’opera di Davide Orecchio si distingue da subito per la sua struttura: Mio padre la rivoluzione non è un romanzo, bensì una raccolta di dodici racconti differenti per ambientazione (si passa dal Messico agli Stati Uniti, dalla Germania nazista all’Italia del dopoguerra) e personaggi (da Gianni Rodari a Lev Trockij, da Stalin a Hitler, da Togliatti a Bob Dylan). Continua a leggere

Il racconto dei racconti in una Napoli magica e femminile

Morfisa o l’acqua che dorme, Antonella Cilento
(Mondadori, 2018)

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Antonella Cilento torna ancora una volta nella sua Napoli. Se il suo ultimo romanzo, Lisario o il piacere infinito delle donne (finalista al Premio Strega 2014), aveva come sfondo la città spagnola del Seicento, Morfisa racconta una città dimenticata, ignota ai più: la Napoli dell’undicesimo secolo, capitale di un Ducato solo in teoria dipendente da Bisanzio.

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Emma, 1876: l’America di Vidal convince ma non incanta

Emma, 1876, Gore Vidal
(Fazi Editore, 2018 – trad. Silvia Castoldi)

Fazi procede con la riscoperta di Gore Vidal (1925-2012) pubblicando il terzo volume del ciclo Narratives of Empire, sette romanzi che ripercorrono la storia degli Stati Uniti dalla fondazione agli anni Cinquanta.
Emma, 1876 connette tre secoli, dal 1776 al 1976 (il romanzo è stato pubblicato sulla scia dello scandalo Watergate), raccontando i soprusi e gli scandali della classe politica americana.

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“Castigo di Dio”, un romanzo spietato di realtà che vanno raccontate

Castigo di Dio – Marcello Introna
(Mondadori, 2018)

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Bari, estate 1943, dopoguerra: la Socia era un palazzo barese in totale stato di rovina, teatro di prostituzione e inimmaginabili crudeltà.L’8 settembre viene rapita una bambina per un riscatto. La storia comincia in questo contesto e si ispira a fatti di cronaca realmente accaduti.

Il “re” della Socia – come gli piace definirsi – è Amaro, un uomo piccolo nella sua crudeltà e totale sociopatia. Non prova reale affetto per nessuno, neanche i più atroci crimini lo sconvolgono. Non prova pietà umana per nessuno, neanche per la sorella che – ritrovatasi in stato di miseria – si rivolge a lui per un aiuto. O ti prostituisci come tutte le altre e mi paghi la percentuale, o per me sei nessuno: questo è il patto che le propone. E la sorella se ne va, non prima di avergli detto una semplice cosa: ti arriverà il conto. Continua a leggere

L’anima della frontiera: tra Far West e tradizione

L’anima della frontiera, Matteo Righetto
(Mondadori, 2017)

coverNel suo ultimo romanzo, L’anima della frontiera (primo volume della Trilogia della Patria), il padovano Matteo Righetto affronta i temi che caratterizzano la sua intera produzione: il rapporto tra padri e figli, la crescita e la consapevolezza di sé, la montagna.

Osservando la copertina del romanzo – un profilo di montagne, un cerchio rosso, la silhouette di una cowgirl con tanto di stivali, fucile e cappello – e leggendo la sinossi, si è portati a credere che L’anima della frontiera sia un western (all’italiana). Continua a leggere

“111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo” e che conoscono in pochissimi

111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo – Romolo Giovanni Capuano
(Stampa Alternativa)

traduzione-220x300In linea generale, siamo abituati a pensare che i libri siano una fonte di informazioni ufficiale e affidabile, da considerare come un punto di riferimento incrollabile e senza data di scadenza. Questo succede soprattutto con i saggi, con i manuali, con i libri di testo, con i testi sacri e con tutte le tipologie letterarie connesse. Tuttavia, spesso sottovalutiamo un dettaglio che, in verità, non dovrebbe mai essere trascurato: in che lingua è stato scritto per la prima volta il discorso che abbiamo fra le mani?

In tutti i casi in cui arriva fino a noi attraverso una traduzione più o meno affermata, infatti, va tenuto presente che la nostra lettura è in gran parte debitrice anche a chi si è occupato di capirlo al nostro posto in originale e, poi, di comunicarlo a propria volta al pubblico di un’altra lingua.

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