Sbocciare una seconda volta: “Ricrescite”, di Sergio Nelli

Ricrescite, Sergio Nelli
(Tunué, 2018)

Nella prosa Infatuazioni (Gli immediati dintorni, 1962) Vittorio Sereni riflette sulla morte di una persona cara e su come questa abbia esercitato su di lui un profondo bisogno di ricominciamento, sia nei confronti dei luoghi che l’amico abitava, sia da tutto il resto situato «ben oltre il paesaggio». La stessa sottesa necessità insorge in Sergio, l’io narrante di Ricrescite, scaturendo però da un movimento logico opposto: non è a causa della morte che le cose del mondo devono essere ridefinite, ma è accompagnando lo sbocciare della vita che il protagonista viene ri-educato a percepire la realtà circostante, e questo succede ricrescendo con il proprio figlio, Federico.
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“La saga di Grimr” e le diverse sfaccettature dell’Islanda

La saga di Grimr, Jérémie Moreau
(Tunué, 2018 – Trad. Stefano Andrea Cresti)

[…] Sei sprezzante, egoista, arrogante, e io, in tutta la mia debolezza, soccombo dinnanzi alla tua maestà. […] Ogni giorno ci mormori all’orecchio quanto siamo insignificanti.
Maledetta Islanda. Sublime Islanda.

91O0-78edlLLa Terra stessa viene spaccata da forze inimmaginabili, lungo fratture estese migliaia di chilometri, e alla materia profonda del pianeta è permesso di risalire, di fondere, di fuoriuscire in colate di lava che si spargono sul fondo dell’oceano, accumulandosi lentamente e costruendo nel tempo le fondamenta di un’isola, l’Islanda, che ha respirato l’aria circa sedici milioni e mezzo di anni fa. Una terra giovane, ma figlia di un potere antico, immenso, che mostra tutta la sua furia per mezzo di eruzioni vulcaniche, terremoti, esalazioni di gas mortali. Passano i milioni di anni e questa energia non si esaurisce: le eruzioni continuano ancora a sconquassare il globo ed è proprio per colpa di una di queste che il piccolo Grimr rimane orfano. La nube ardente che si riversa lungo i fianchi del vulcano inghiotte Grimr e la sua famiglia; eppure lui non rimane ucciso, anzi, ne esce come infuso di un potere sovrannaturale.

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Guida dell’aspirante scrittore: tutti i segreti e retroscena dell’editoria per l’esordio

Tutto quello che c’è da sapere se volete esordire nel panorama letterario.
Intervista a Vanni Santoni, scrittore, editor di Tunué ed esperto di
esordi.

Poniamo il caso che siate degli aspiranti scrittori. Magari avete già scritto il vostro primo romanzo o lo state attualmente scrivendo. Innanzitutto sappiate che il sottoscritto è nella vostra stessa situazione e può ben capirvi: ambite a una pubblicazione con una casa editrice seria e possibilmente affermata; sognate di far parte del mondo della letteratura, di essere letti e apprezzati. Probabilmente avrete già fatto qualche tentativo, contattando alcune case editrici, ma non siete stati fortunati.
Bene, l’obiettivo di questo articolo è proprio quello di svelare tutto ciò che c’è da sapere sulla situazione dell’editoria in riferimento agli esordi, così che possiate avere tutti gli strumenti utili per poter perseguire consapevolmente la vostra ambizione: dall’invio di manoscritti alle scuole di scrittura, dai concorsi alle agenzie letterarie, fino al ruolo delle riviste culturali e dei blog.

Per farlo ci siamo rivolti a un grande esperto: Vanni Santoni, scrittore (Mondadori, Laterza, Feltrinelli, Voland, nonché tra i 12 finalisti al Premio Strega nel 2017), dal 2014 dirige la collana di narrativa di Tunué, che si è rivelata, nel plauso generale, una fucina di talenti. Continua a leggere