“Ornamento”, l’equilibrio instabile tra scienza e irrazionalità


Ornamento
, di Juan Cárdenas

(Edizioni SUR, 2018 – trad. di Chiara Muzzi)

 

ornamento immUna nuova droga è pronta per essere distribuita nel mercato: economica, esclusivamente rivolta a una clientela femminile, intelligente nella sua capacità di darti esattamente ciò di cui hai bisogno. Ce lo racconta il protagonista senza nome di Ornamento, romanzo dai tratti vagamente distopici dello scrittore colombiano Juan Cárdenas.

Anche se la storia è ambientata in un contesto indefinito, la Colombia (tra i principali esportatori di stupefacenti al mondo) emerge con sottigliezza dalla sensibilità e dalla confidenza con cui si trattano tematiche spinose come possono esserlo la droga, i suoi effetti e le logiche economiche che ne guidano la produzione.

A contrapporsi nel corso della narrazione sono le voci discordanti di due personaggi: da una parte lo scienziato coinvolto nell’elaborazione dello stupefacente, con cui la ditta di produzione spera di conquistare il mercato di ogni classe sociale, dall’altra la voce di una delle cavie su cui viene sperimentata la sostanza, la “numero 4”.

È difficile stabilire se i discorsi dello scienziato siano il frutto della stesura di un diario personale particolarmente curato e asettico, oppure il semplice flusso di pensieri di un uomo razionale, capace di raccontare con distacco e scientificità persino le sue esperienze sessuali più particolari. La “numero 4”, a sua volta senza nome, è una donna sensibile e colta che però parla quasi sempre sotto l’effetto della droga: i suoi pensieri sono un flusso poetico di immagini intellegibili, che suggeriscono un rapporto con la realtà ma al tempo stesso la piegano e la rovesciano in una forma astratta.

Ornamento è il terreno di battaglia in cui si scontrano i due macro-universi della scienza e dell’irrazionalità. Le istanze scientifiche sono rappresentate da un contesto maschile asettico, che si concede alcune assurdità solo perché sembrano essere fondate su principi logici. Dall’altra parte c’è l’elogio dell’irrazionalità, relegata a un ambiente quasi esclusivamente femminile, che nella sua apparente follia reinterpreta la realtà e la potenzia di significati nascosti.

Le massime espressioni dell’irrazionalità sono gli effetti della droga e la portata emotiva dell’arte. Cárdenas attribuisce all’arte un ruolo primario nel suo romanzo: l’apatico scienziato è sposato con una pittrice di successo, che si lancia spesso in discorsi estemporanei dall’innegabile fascino poetico, anche se non sempre pienamente logici. Nel conflitto tra razionalità e irrazionalità non esiste un vero e proprio vincitore – sono due ambienti che si alimentano a vicenda -, ma il mondo etereo legato all’arte e alla droga è così affascinante da avvolgere completamente anche lo scienziato protagonista. Moralmente la vittoria spetta alle forze irrazionali, per la loro imprevedibilità e il loro innegabile fascino.

Ornamento è senza dubbio un romanzo particolare, in cui le vicende narrate sono meno rilevanti della forma con cui vengono esposte e del fascino che una narrazione confusa è in grado di suscitare nel lettore. Non esiste una conclusione compiuta e solida, né si possono individuare momenti particolarmente intensi. I fatti si accavallano con semplicità e fluidità, senza alcun ordine gerarchico d’importanza, in una struttura forse non sempre facile da apprezzare, ma indiscutibilmente originale e ben concepita. Si tratta di un’opera intelligente e affascinante, anche se talvolta troppo artificiosa.

(Anja Boato)

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