Cara censura, torna, e fai presto

Censura Subito!!!, Ian F. Svenonius
(NERO Editions, collana Not, 2019 – trad. V. Raimo)

Censura subitoAbbiamo bisogno della censura. Vivere in un mondo in cui ognuno è libero e capace di realizzare ogni suo desiderio fa schifo: erano belli i tempi in cui esistevano re e dittatori che decidevano cosa poteva essere detto, quale arte poteva essere perseguita e quale musica ascoltata, e chi non obbediva finiva alla gogna. Con la censura, il mondo era un posto migliore e l’uomo un essere più sano e felice. Continua a leggere

Governare la storia. “Max Fox” di Sergio Luzzatto e “L’archivio del mondo” di Maria Pia Donato

 

Max Fox. O le relazioni pericolose, Sergio Luzzatto
(Einaudi, 2019)
L’archivio del mondo. Quando Napoleone confiscò la storia, Maria Pia Donato
(Laterza, 2019)


Il modo in cui ordiniamo il mondo tradisce ciò che siamo: un tentativo di compendio alla corrente archeologica che ha investito l’indagine filosofica del secondo Novecento. Abbandonate le spoglie di un pensiero capace di sopportare con la sola forza del proprio essere-nel-mondo (Heidegger) o della propria coscienza (Sartre e l’esistenzialismo francese) tutto il carico d’angoscia cui il fatto dell’esistenza costringe, il campo di produzione del sapere subisce un declivio dalle cittadelle interiori agli spazi tra le cui mura gli individui sono ridotti al silenzio dalle insegne all’ingresso: “si prega di non disturbare”. Esercizi di potere delle biblioteche. Distese di volumi si ergono verso l’alto, tutto quanto gli uomini sono stati capaci di sistemare si può ritrovarlo tra qualche pagina, scorrendo il dito sull’indice di un documento.

 

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Come non scrivere, ovvero Semplice è bello

Come non scrivere, Claudio Giunta
(UTET, 2018)

Premessa: in questo momento provo una forte ansia da prestazione, e spero di non fare strafalcioni che mi farebbero finire tra gli esempi di Come non scrivere – parte seconda.

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Nel momento in cui comincio a scrivere, dalla tv arrivano queste parole: “Dal suo volto non mi pare… i suoi occhi mi dicono… che questo abito non la…”. Alzo lo sguardo, vedo un uomo che alza le mani e le agita, in evidente imbarazzo. Mi illumino: è l’occasione giusta per mettere in pratica i consigli di Giunta. Continua a leggere

Le memorie dell’ultimo schiavo

Barracoon, di Zora Neale Hurston
(66thand2nd, 2019 – trad. S. Antonelli) 

 

BarracoonZora Neale Hurston ha conosciuto Cudjo nel 1927, nell’ambito di uno studio sociologico e antropologico sulla cultura afroamericana. Giovane e promettente studiosa, la Hurston al tempo collaborava ancora con il suo mentore Frenz Boas, il padre dell’antropologia americana: era stato lui a insistere per farle ottenere una borsa di studio, al fine di raccogliere informazioni storiche sul folklore nero e per trascrivere la testimonianza di quello che era considerato l’ultima vittima della tratta atlantica degli schiavi africani, Cudjo. Continua a leggere

Aragoste e altra umanità: la versione di David Foster Wallace

Considera l’aragosta, David Foster Wallace
(Einaudi, 2006)

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Sono incappato in David Foster Wallace senza alcun particolare motivo: certi pesci vengono attirati dalla luce, e finiscono in bocca al predatore. Considera l’aragosta (Einaudi, 2006) si presentava come un libro tutto sommato innocuo e strafottente al punto giusto da attirare l’attenzione: ho fatto la fine del pesce.

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“Quando c’era l’URSS”, viaggio nella storia culturale sovietica

Quando c’era l’URSS, G.P. Piretto
(Raffaello Cortina Editore, 2018)

Un bilancio culturale, un’immersione nella vita quotidiana, un’indagine iconografica: è questo e molto altro Quando c’era l’URSS, il nuovo saggio di Gian Piero Piretto edito da Raffaello Cortina Editore su una leggenda storico-politica lunga quasi un secolo, che è iniziata con la rivoluzione d’ottobre a Pietrogrado nel 1917 e che, all’insegna di un comunismo nel frattempo trasformato, è finita dopo due guerre mondiali e una Guerra Fredda nel 1991, a Mosca.

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Per favore, risolvete il problema morte: “Essere una macchina” di Mark O’Connell

Essere una macchina, Mark O’Connell
(Adelphi, 2018 – trad. Gianni Pannofino)

oconnellSono passati solo pochi giorni da quando vi abbiamo parlato di The game di Alessandro Baricco. Il saggio dello scrittore torinese condivide più di un aspetto con Essere una macchina, opera prima del giornalista e scrittore irlandese Mark O’Connell. In particolare, ad accomunare i due libri è il macro-tema della riflessione sulla tecnologia e sui suoi rischi, nonché sulle motivazioni degli artefici (tutti ingegneri, maschi, bianchi e americani) della “rivoluzione digitale”. L’obiettivo su cui è puntata l’analisi di O’Connell, tuttavia, è meno generale e più inquietante.

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“Quando verrai sarò quasi felice”, la corrispondenza Moravia-Morante

Quando verrai sarò quasi felice, Alessandra Grandelis (a cura di)
(Bompiani, 2016)

Un volume unico che racchiuda, nel periodo compreso fra il 1947 e il 1983, una storia d’amore e due intere esistenze: ecco l’intenzione sottesa a Quando verrai sarò quasi felice, volume edito da Bompiani nel 2016 e curato da Alessandra Grandelis, che da anni si occupa di ricostruire l’epistolario di Alberto Moravia in collaborazione con le eredi dello scrittore e con l’Associazione Fondo Alberto Moravia di Roma. Al suo interno, le lettere inviate dallo scrittore a Elsa Morante.

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Governare la rivoluzione del nostro tempo: il digitale secondo Baricco

The Game, Alessandro Baricco
(Einaudi, 2018)

 

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Leggendo un qualunque scambio di tweet fra Trump e Kim Jong Un il primo pensiero che romba nella testa di tutti è quello del disastro nucleare; tuttavia ne potrebbe sorgere anche un altro, più subdolo, che suonerebbe così: “non è che le recenti innovazioni tecnologiche ci hanno spinto, a nostra insaputa, a gestire la politica estera con i 280 caratteri di Twitter?” Continua a leggere

Dio è nei dettagli: la punteggiatura secondo Leonardo Luccone

Questione di virgoleLeonardo Luccone
(Laterza, 2018)

 

questione 2Punteggiare rapido e accorto è il riuscito sottotitolo del libro di Leonardo Luccone, Questione di virgole, edito da Laterza nel 2018. Un’espressione piuttosto felice che da una parte allunga la lista delle parodie al montaliano «Meriggiare pallido e assorto», (memorabile il «merendar squallido e corto» di Luciano Folgore*); dall’altra invece descrive bene la mèta a cui Luccone vorrebbe portare i suoi lettori: una scrittura – e una punteggiatura – consapevole, precisa, funzionale. Continua a leggere