“Nel ventre della balena”, a riscoprire Pinocchio da una prospettiva inedita

Nel ventre della balena, di Edward Carey
(La Nave di Teseo, 2018 – trad. di E. Malanga)

copertina-libro

Immaginate la storia di Pinocchio nelle sue diverse fasi, dal momento in cui Geppetto decide di fabbricare il burattino a quello in cui entrambi ritornano finalmente a casa. Ora, immaginate di scomporre la vicenda in parti sempre più piccole, finché ogni episodio non si trasforma in una storia a sé. Quello che fa Edward Carey ne Il ventre della balena è il risultato di questa operazione.

Continua a leggere

Premio Campiello ’18: il visionario “La galassia dei dementi” di Cavazzoni

La galassia dei dementi, Ermanno Cavazzoni
(La nave di Teseo – 2018)

 

la-galassia-dei-dementiIn un futuro lontano lontano, in una galassia vicina vicina – cioè questa qui – vive una popolazione di umani ai quali di umano è rimasto molto poco. Sono grassi, pigri, quasi incapaci di grandi spostamenti; collezionano oggetti di dubbia utilità o rilevanza storica – come le grucce per gli abiti – credendo che invece siano testimonianze storiche di un mondo lontano. In questo modo fingono un attaccamento storico ad una civiltà che non è più la loro, credendo di conoscerla ma senza averne vera competenza.
È il nuovo modo di essere radical chic, per utilizzare un’espressione che ultimamente piace molto. Questa nuova generazione si affida – fisicamente e sentimentalmente – a dei droidi di varia generazione, c’è chi si può permettere i modelli nuovi e chi no. Continua a leggere

“Il segreto di Pietramala”, un noir all’insegna della linguistica

Il segreto di Pietramala, Andrea Moro
(La Nave di Teseo, 2018)

moro-il-segreto-di-pietramala

Elia Rameau arriva in Corsica quasi per caso. Vive a Parigi ed è un giovane ma affermato linguista, a cui hanno affidato da risolvere l’ultimo tassello di un mosaico non suo, di uno studio che non lo riguarda e che non lo emoziona nemmeno. Tutto quello che deve fare è raggiungere lo sperduto borgo di Pietramala e capire che lingua parlino laggiù. Peccato che, al suo arrivo, le cose non vadano come previsto.

Continua a leggere

Chi ha ucciso Roland Barthes?

La settima funzione del linguaggio, Laurent Binet
(La nave di Teseo, 2018)

binet-la-settima-funzione

Il 25 marzo 1980 Roland Barthes attraversa la strada del Collège de France e viene investito da un furgoncino, verosimilmente Peugeot. Il giorno dopo muore un intellettuale-mito del secolo scorso. Questi i fatti. Ma a Laurent Binet la realtà va un po’ stretta, o almeno, non si può dire che sia molto più vera della finzione. Ne La settima funzione del linguaggio (edito da La nave di Teseo, 2018), Roland Barthes viene assassinato, subito dopo un pranzo con François Mitterand candidato socialista alle elezioni presidenziali. Continua a leggere

“Solo gli alberi hanno radici”: un romanzo mitteleuropeo sudamericano

Solo gli alberi hanno radici, Juan Octavio Prenz
(La nave di Teseo, 2017; trad. B. L. Prenz)

 

Di Juan Octavio Prenz (1932) non avevo mai sentito parlare fino a quando la bellissima A15KZ66XgELcopertina di questo libro mi è balzata agli occhi in un vagabondaggio tra gli scaffali della biblioteca.
Il secondo aspetto che subito mi ha colpito è stato il blurb nel quale Claudio Magris, per me stimatissimo, definisce l’opera “una narrazione sanguigna e picaresca” e il suo autore “un mitteleuropeo sudamericano” dacché Prenz, nato e cresciuto al sud del mondo, figlio di un emigrato istriano in Argentina, ritorna dal Sud America in età adulta a Trieste dove tuttora vive.
Insomma, un autore in cui convivono la magica cultura latino-americana e l’altrettanto affascinante cultura mitteleuropea, ovvero due mondi letterari che a me personalmente incantano molto e i cui rispettivi cantori hanno scritto tra le pagine più belle che io abbia mai letto. Continua a leggere

Le nostre personali letture dell’anno: tra capolavori e delusioni

Dei molti libri che leggiamo, solo una minima parte finisce in recensione sul blog. Molti ci sembrano capolavori memorabili, altri ci lasciano delusi e scontenti. Ecco che allora, sul finire dell’anno, tutti noi del Rifugio dell’Ircocervo abbiamo ripercorso le nostre – molte – letture del 2017 e abbiamo stilato la classifica dei libri che più abbiamo amato, aggiungendo inoltre il libro che invece più ci ha deluso. Se siete curiosi, ecco di seguito quali: Continua a leggere

La duplice avventura de “La nave di Teseo”, a cura del creatore di “Lost”

La nave di Teseo – J. J. Abrams
(Rizzoli)

la-nave-di-teseo-292x450Si chiama come la casa editrice fondata da Elisabetta Sgarbi e ha per creatore J. J. Abrams, ideatore fra le altre delle serie tv Lost e Fringe. Come se non bastasse, è protetto da una vera e propria scatola-custodia sigillata, che deve essere aperta una volta acquistato il volume. È un’opera di cui si sente parlare poco nell’ascoltare il grande pubblico, sebbene sia in commercio già dal 2013, ma di cui chi l’ha letta non può fare a meno di esprimersi con meraviglia.

La nave di Teseo – V. M. Straka è, infatti, un vero e proprio caso editoriale. Un romanzo assolutamente unico nel suo genere, che è stato scritto concretamente da Doug Dorst in lingua inglese e che ha poi fatto il giro del mondo in pochissimo tempo, per via della sua struttura innovativa e insolita.

Continua a leggere

Speciale Campiello 2017, alla scoperta de “La città interiore” di Covacich

La città interiore – Mauro Covacich
(La Nave di Teseo)

9788893441070_0_0_0_80Per spiegare l’entità di un libro come questo, finalista al Premio Campiello 2017, basterebbe forse analizzarne le informazioni primarie, quelle che emergono già dalla copertina. La casa editrice è La Nave di Teseo, nata da pochi anni e gestita da Elisabetta Sgarbi, che in Italia rappresenta un esempio consapevole e di successo della lotta alla grande e corrotta editoria con contenuti di qualità. L’autore è Mauro Covacich, triestino di nascita e già nel nome intellettuale di frontiera: per metà italiano, per metà di un’area che è contemporaneamente quella slovena e croata – quella oltre Italia, in due parole.

Il titolo della storia è La città interiore, che subito allude al fatto che un luogo fisico sia al centro delle vicende, pur trasformandosi in una figura diversa, collegata all’emotività, all’esperienza personale, alla cultura… E alla Storia con la maiuscola, come ci suggerisce la copertina. Un bosco e due bambini, lei con un vestitino e lui con una divisa militare, che alle spalle hanno uno specchio in cui il riflesso di entrambi li mostra già adulti.

Continua a leggere

Un romanzo nigeriano tra i 100 libri migliori di sempre secondo il Norwegian Book Club

Le cose crollano, di Chinua Achebe

Fin da quando ero bambina leggere per me non è stato solo un modo per passare le-cose-crollano-copertinaspensieratamente un paio d’ore ogni pomeriggio e per immergermi in avventure epocali, ma anche e soprattutto l’unico modo che avevo a disposizione per viaggiare, sentire e conoscere realtà che mai in altro modo avrei potuto sfiorare.

Crescendo, continuando a leggere e catalogando le mie letture mi sono resa conto che ultimamente quei viaggi di cui tanto andavo fiera da bambina diventavano sempre più circoscritti ad alcune specifiche aree del mondo: Europa, Stati Uniti, qualche occasionale puntata in Asia. Non sapevo nulla della letteratura africana, ad esempio, e non perché io la trascurassi, ma perché il mercato dell’editoria in Italia offre davvero poco spazio agli autori che esulano dalla cultura occidentale, a parte qualche best seller del momento. Continua a leggere