“Il cuore è un cane senza nome”, e Giuseppe Zucco sa come descriverlo

Il cuore è un cane senza nome – Giuseppe Zucco
(Minimum Fax)

il-cuore-e-un-cane-senza-nome-19801Una rivelazione fin dalla copertina: da un lato un titolo poetico, che sa di storie antiche e a tratti fiabesche; dall’altro lato, un’illustrazione onirica ed evocativa al tempo stesso. La tentazione di immergersi nella sorpresa e di prendere fiato solo dopo avere concluso la lettura è forte.

Lo è ancora di più appena si legge l’epigrafe iniziale e si riescono già a intuire i tasselli mancanti del puzzle attraverso le parole di Virginia Woolf: “Se ne stavano divisi dal più profondo abisso che separa un essere da un altro. Lei parlava, lui era muto. Lei era una donna, lui un cane. Così incredibilmente vicini e così immensamente distanti, si erano guardati ancora”. Ed ecco che la storia prende già forma, così, senza averla ancora neppure assaggiata. È già presente in tutte le sue declinazioni.

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