Radical Choc: la morte dei competenti

Radical Choc, Raffaele Alberto Ventura
(Einaudi, 2020)

Radical choc. Ascesa e caduta dei competenti - Raffaele Alberto Ventura - copertina

I saggi di Raffaele Alberto Ventura sono tra le più lucide analisi sociologiche del tempo presente che si possano leggere, e insieme un manifesto di una generazione che chiede di dar voce alle proprie istanze e ai propri problemi. Come pochi e con raro tempismo, Ventura sa fotografare e comprendere quello che sta accadendo nella società occidentale. Ne aveva dato sorprendente dimostrazione nel 2017, con il suo esordio Teoria della classe disagiata, e poi due anni più tardi con La guerra di tutti, entrambi editi da minimum fax. In maniera un po’ diversa, lo conferma il recentissimo Radical Choc, il quale va a comporre con i precedenti una dichiarata trilogia, dove ogni volume va a integrare e completare le tesi esposte negli altri.

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Marta Zura-Puntaroni: l’autoritratto imperfetto di una generazione perduta

Noi non abbiamo colpa, Marta Zura-Puntaroni
(Minimum Fax, 2020)

Qualcuno, non ricordo esattamente chi, ha scritto che il ricordo che lascia un libro è più importante del libro stesso. Un libro rimane nella mente e nel cuore quando la lettura ci trasmette emozioni, che siano luminose o oscure, attraverso la possibilità di connettere le esperienze individuali all’interno di una vicenda umana collettiva, che potremmo anche definire storica e sociologica. Quando leggendo ci viene da pensare: «Questo sono io!», «Come conosco questo stato d’animo» o ancora «Anche io avrei agito così», in quel preciso istante avvertiamo i brividi sulla pelle e il battito cardiaco accelerato, ci sentiamo empaticamente compresi e legati a qualcun altro; e che cos’è d’altronde la letteratura se non il modo più autentico che abbiamo per sentirci meno soli al mondo?

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“Gli dei notturni”: racconti onirici per narrare il Novecento

Gli dei notturni, Danilo Soscia
(minimum fax, 2020)

gli-dei-notturni-2242Due anni fa, appena terminata la sorprendente lettura di Atlante delle meraviglie (minimum fax, 2018), ebbi modo di scrivere: «Soscia è un illusionista che tira fuori dal suo cilindro letterario una meraviglia dopo l’altra, attraverso una scrittura di potente fantasia allucinogena capace di mistificare la realtà». Ero rimasto incantato soprattutto dal modo in cui sapeva riscrivere, reinventare la storia, come un evangelista apocrifo, narrando di personaggi reali, da Hitler a San Francesco, da Che Guevara a Gagarin, da Nietzsche a Gauguin.
Ho dunque accolto con un entusiasmo spropositato la recente pubblicazione della sua nuova raccolta di racconti, questa volta incentrata interamente su uomini e donne reali, attraverso cui fornire un affresco pittorico e inedito del ventesimo secolo. Continua a leggere

Le letture memorabili del 2019

Il 2019 volge al termine e, come nel 2018, per noi è il momento di passare in rassegna le letture di quest’anno e fare un bilancio. Non ci sentiamo in grado di decretare i migliori titoli usciti quest’anno, ma di sicuro possiamo indicare i nostri preferiti tra quelli che abbiamo letto, sia che siano freschi di stampa, sia che si trovino sugli scaffali ormai da un po’. Di seguito, dunque, i nostri personalissimi libri migliori dell’anno, nella speranza che possano dare qualche buona dritta per i regali di Natale! Continua a leggere

La via per l’esordio: le esperienze di scrittori e editori a confronto

Chi ci legge da un po’ sa quanto siamo attenti al panorama degli esordi, e quanto desideriamo mettere l’aspirante scrittore nelle condizioni di conoscere quello che è opportuno e quello che non è opportuno fare per cercare la via della pubblicazione (come avevamo spiegato in una imprescindibile intervista).

Per questo stesso proposito, quando mi sono trovato ad approfondire la conoscenza dell’iniziativa Il futuro davanti (una serie di incontri individuali di scouting che fanno sedere un giovane autore alla scrivania di un importante editore), ho subito pensato che potesse essere non solo un buon consiglio pratico per chi volesse pubblicare la sua opera prima, ma anche un ottimo spunto per indagare come avviene l’incontro tra un autore e un editore, cosa fa la differenza, quali fattori intervengono e qual è il punto di vista di un editore nei confronti della massiccia “offerta” di opere da parte di esordienti e aspiranti scrittori.

Abbiamo intervistato organizzazione, editori e partecipanti che sono arrivati alla pubblicazione, i quali ci hanno raccontato la loro esperienza.
Hanno risposto: Martino BALDI (coordinatore dell’iniziativa), Claudio CECIARELLI (editor E/O), Andrea DONAERA (autore NNE), Vanni SANTONI (editor Tunué) e Giorgia TRIBUIANI (autrice Voland)

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Complotti, fascismo e terrore: intervista a Raffaele Alberto Ventura

Dopo il grande successo del 2017 di Teoria della classe disagiata (minimum fax), torna in libreria Raffaele Alberto Ventura con La guerra di tutti. Populismo, terrore e crisi della società liberale (minimum fax). Un libro capace di affrontare tutta la complessità della nostra contemporaneità attraverso un discorso universalmente comprensibile, che mantiene il rigore tipico del saggio ma lo coniuga con una narrazione leggibile come un romanzo. I temi affrontati sono molteplici: cospirazionismo, populismo, terrorismo, il fascismo in Italia e molto altro.

L’originalità dell’approccio di Ventura sta soprattutto in due elementi: nel saper spaziare attraverso le discipline – dalla filosofia all’antropologia, dall’economia al diritto, dalla sociologia alla scienza politica, passando per la semiotica e la comunicazione, al punto da dare un’infinità di spunti di riflessione – e nell’affrontare queste discipline non con la rigidità accademica, bensì in una chiave che potremmo definire, con il dovuto riguardo, “pop”. Per intenderci: ai riferimenti ad Aristotele si affiancano quelli a Civil War della Marvel; alle teorie di Foucault la musica rap o Rihanna; Tom e Gerry sono letti attraverso una prospettiva hobbesiana; V per vendetta e zio Paperone spiegano il grillismo. Se state storcendo il naso, vi dico solo: fidatevi.

Ho incontrato Ventura e abbiamo conversato sui tanti temi del suo ultimo libro. Ne è emersa una lunga e dettagliata intervista. Come vedrete è divisa in quattro capitoli tematici, seguiti da due epiloghi, cosicché, all’occorrenza, possiate scorrerla in ordine sparso per leggere l’argomento che più vi interessa. Continua a leggere

“La prima vita di Italo Orlando”: il ragazzo dei prodigi

La prima vita di Italo Orlando, Carola Susani
(Minimum Fax, 2018)

6e4c57cbd0«Gli si sollevava il petto, giallastro come un pollo senza piume; non aveva niente addosso. Tutt’attorno, l’erba era rinsecchita, di un colore grigio, marrone alle punte: sembrava più l’effetto di un agente chimico che non del fuoco. Davvero stupefacente era che respirasse.»

Così la narratrice descrive l’apparizione di quello strano ragazzo che di lì a poco sarebbe stato battezzato come Italo Orlando. Viene ritrovato in un mandorleto, dorme, pare morto. Irene e suo padre si occupano subito di lui, lo portano in casa, e la loro vita non sarà più la stessa.
Ma chi è davvero quel ragazzo apparso dal nulla come piovuto dal cielo? Perché pare non avere memoria? Da dove arriva? Non è del luogo, eppure parla un dialetto molto simile al loro. Continua a leggere

“E Baboucar guidava la fila”, per una nuova letteratura migrante

E Baboucar guidava la fila, di Giovanni Dozzini
(2018, minimum fax)

e baboucar guidava la filaDietro la frenetica e rassicurante normalità della vita quotidiana nell’Italia sonnacchiosa del 2018 c’è ancora uno spazio in cui ogni gesto è ammantato dalla solennità e dalla difficoltà proprie della trama di un romanzo. In questo spazio vivono i richiedenti asilo. È di questo che parla “E Baboucar guidava la fila”, l’ultima opera di Giovanni Dozzini edita da minimum fax. Continua a leggere

Campiello 2018: “Mio padre la rivoluzione” rovescia la realtà

Mio padre la rivoluzione, Davide Orecchio
(minimun fax, 2017)

 

imageRaramente mi capita di non saper decidere se un libro mi ha convinto o meno, eppure questo è accaduto con Mio padre la rivoluzione, finalista al Premio Campiello. Dopo averne concluso la lettura, pur essendomi riservata alcuni giorni per riflettere sono ancora preda dell’indecisione.

L’opera di Davide Orecchio si distingue da subito per la sua struttura: Mio padre la rivoluzione non è un romanzo, bensì una raccolta di dodici racconti differenti per ambientazione (si passa dal Messico agli Stati Uniti, dalla Germania nazista all’Italia del dopoguerra) e personaggi (da Gianni Rodari a Lev Trockij, da Stalin a Hitler, da Togliatti a Bob Dylan). Continua a leggere