Il mistero dell’attrazione domina l’ultimo romanzo di Albinati

Un adulterio

Edoardo Albinati, Rizzoli 2017

un adulterio_copertinaLo ammetto, faccio parte di quella categoria di persone che, quando La scuola cattolica di Albinati ha vinto il Premio Strega 2016, non ha avuto il coraggio di aprirlo.
Sono stata alla presentazione del libro e il suo contenuto mi ha sempre incuriosita, ma non sono mai stata abbastanza risoluta per affrontarne la mole.
Così, quando ho visto in biblioteca l’ultimo romanzo di Albinati, Un adulterio, edito a giugno da Rizzoli, ho deciso che era finalmente arrivato il momento di fare la conoscenza dell’autore.
Se La scuola cattolica è un romanzo tanto imponente, nelle sue 1300 pagine, da intimorire chi sta per affrontarlo, Un adulterio è al contrario poco più lungo di un racconto e si lascia leggere tranquillamente in una serata.


Il titolo definisce in maniera chiara e precisa il contenuto dell’opera: non si parla, qui, dell’adulterio nella sua forma archetipica, quello che si sarebbe meritato un articolo determinativo, ma di un adulterio qualsiasi, consumato da due persone qualsiasi – di loro sappiamo a malapena i nomi, Erri e Clem – legate da sentimenti qualsiasi, che vivono vite qualsiasi.
Anche il termine scelto per designare l’atto è significativo: non si parla di tradimento e neanche di fuga d’amore; il termine desueto ma preciso che è adulterio è in effetti l’unico adatto a descrivere quello che succede ai protagonisti del racconto.

Erri e Clem si conoscono da circa tre settimane. Di come scoppia la scintilla fra di loro – forse la parte più interessante quando si parla di una storia di passione – Albinati racconta solo l’essenziale: si sono incontrati ad una festa e si sono piaciuti, non hanno fatto nulla per nascondere o contrastare quest’attrazione e hanno vissuto degli incontri intensi e puramente passionali.
Il romanzo inizia più tardi, quando i due decidono di concedersi due giorni insieme su un’isola, lontani dal mondo, per vivere la passione che li lega senza sentirsi in clandestinità.

La prosa alterna momenti di lirismo, in particolare nella descrizione dei paesaggi e del mare, altro vero protagonista della narrazione, ad altri in cui la penna si fa asciutta e avida di particolari; il rapporto tra Erri e Clem è tratteggiato talora con picchi di lucidità in cui ci sembra di riuscire a vedere e cogliere le loro essenze, talora in maniera nebbiosa e imprecisa, ponendo forse un’eccessiva morbosità nel descrivere le scene di sesso.

Forse proprio perché presentato in media res, il rapporto fra Erri e Clem appare fin dall’inizio ombroso e poco chiaro: i due pensano e si ripetono in continuazione quanto sono felici di essere lì insieme, ma la loro felicità rimane sulla carta; non si percepisce tra loro alcuna complicità se non quella dovuta al desiderio reciproco – che, in realtà, non è poi così bidirezionale: si parla abbondantemente di quanto Erri voglia fare l’amore con Clem, ma Clem non ha mai pensieri del genere e sembra invece adeguarsi alla passione del compagno, dettaglio che contribuisce a rendere poco coinvolgente il rapporto tra i due.

D’altra parte, dal romanzo emerge che le ragioni che hanno spinto i due ad intrecciare una relazione clandestina sono diverse per l’uno e per l’altra: Erri desidera Clem come parte di un’avventura circoscritta e limitata nella sua perfetta vita da padre e marito innamorato, Clem, invece, pare considerare Erri una prova da superare per scoprire finalmente che tradire suo marito è una cosa di cui è capace, una conferma del fatto che lei non sarà mai di nessuno per intero.

Nonostante queste sembrino essere le premesse della loro relazione, i due giorni passati a contatto senza interagire con nessun altro finiranno per mescolare le carte in tavola riguardo ai loro sentimenti e alle loro intenzioni e alla fine risulta difficile ricondurre le loro azioni ad un’unica causa: quel che Albinati sembra voler comunicare al lettore è l’impossibilità di attribuire le molteplici sfaccettature dell’animo umano ad un’unica pulsione, la desolante mancanza di un perché da fornire davanti alle più importanti e dirimenti delle nostre scelte.

Cosa spinge gli esseri umani al tradimento? Come cambiano i sentimenti e le percezioni quando si passa una insolita quantità di tempo con una persona appena conosciuta? Edoardo Albinati cerca di rispondere a queste domande sviscerando le dinamiche di una storia comune e la risposta, ancora una volta, non può essere una e non può essere chiara.

(Loreta Minutilli)

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