Un tuffo inedito nella letteratura russa con la collana “Bogatyri” di Damocle Edizioni

tolstoj_ieromonaco_eliodoroTolstoj, Bulgakov, Dostoevskij e Čechov: quattro cognomi che rimandano a quattro epoche diverse, sebbene tutte contrassegnate dal genio di scrittori divenuti celebri in tutto il mondo. Non è rimasta indifferente al loro fascino nemmeno l’Italia, che da due secoli ormai conta svariate traduzioni delle loro opere maggiori e che di recente ha consentito ai lettori della penisola di addentrarsi anche nella lettura di scritti mai diffusi prima.

A realizzare questo progetto è stata la casa editrice indipendente Damocle Edizioni, la quale ha creato una collana denominata Богатыри (bogatyri) e dedicata esclusivamente ai classici e contemporanei della letteratura russa. Il termine “è utilizzato per indicare i guerrieri eroici della tradizione medievale slava orientale, comparabili con i cavalieri erranti della tradizione dell’Europa occidentale“, oltre a richiamare il noto quadro omonimo di Viktor Vasnetsov (vd. immagine di copertina).

All’interno della collezione pochi ma preziosi manoscritti d’autore cuciti a mano: Era maggio di Michail Bulgakov, Due suicidi di Fëdor Dostoevskij, Incontrare la primavera di Anton Čechov e Lo Ieromonaco Eliodoro di Lev Tolstoj. Si tratta di testi rimasti finora inediti in Italia e della cui traduzione si è occupata Chiara Munerato, con un’attenta e puntuale ricerca di suoni, significati e atmosfere.

Sebbene brevissimi, infatti, tutti e quattro i volumi hanno delle storie vibranti e caratteristiche da raccontare, attraverso le quali traspare immediatamente la Weltanschauung di chi le ha ideate, oltre a un forte legame intratestuale con le altre pubblicazioni di questi capisaldi dell’Ottocento e Novecento.

cechovIn Incontrare la primavera, per esempio, viene proposta una riflessione sulle sembianze della bella stagione, che spesso viene paragonata a “una bellissima fanciulla che sparge fiori a terra“. Tuttavia, sostiene l’autore, ora i tempi sono altri, le abitudini sono altre, è altra perfino la primavera. Le strade sono coperte di neve sciolta e fango, il clima è ancora rigido e perfino il cuore degli uomini fa fatica a scrollarsi di dosso l’inverno.

Una pennellata rapida e autentica, capace di dare l’idea di come sono percepiti i diversi momenti dell’anno dalle popolazioni slave. Uno squarcio altrettanto riuscito delle contraddizioni fra aspettative e realtà, sebbene in un contesto molto diverso, è contenuto nell’intreccio de Lo ieromonaco Eliodoro, in cui la fede del protagonista vacilla a un tratto sull’altare, durante la celebrazione della messa ortodossa.

Colto alla sprovvista, più Eliodoro tenta di scacciare i propri dubbi più si aggrava la sua condizione, che culmina in un ritiro spirituale lungo dodici giorni e in poche righe risolute scritte alla fine delle sue preghiere: “Sì, è tutto finito. Non esiste via d’uscita, non esiste salvezza. Ma, soprattutto, non esiste Dio […]”. E a colpire non è tanto il colpo di scena in sé, prevedibile conoscendo Tolstoj, quanto piuttosto l’efficacia della vicenda pur nel suo carattere breve e asciutto.

bulgakov_jpegSulla falsa riga di tale sinteticità si rivela anche Era maggio, in cui uno scrittore di teatro prova ad evitare l’incontro con il giovane Polievkt Eduardovič senza successo. Lì, al cospetto del saccente e vanitoso personaggio e di altri astanti, l’uomo si ritrova vittima di un velato ricatto da parte del regista: modificare la sua ultima produzione perché, se non piace a Polievkt Eduardovič, non piace a nessuno.

Ah, lo ascolti. Lei, lo ascolti. Rifarà il terzo quadro non è bello. Grandi fraintendimenti possono nascere da quel quadro“. E in questo ammonimento allusivo, ancora una volta con uno scatto veloce e sorprendente per chi legge, ci si ritrova catapultati nei meandri più complessi della mentalità russa e della sua quotidianeità, a tutti i livelli sociali e in ogni sua sfumatura.

Non da meno è Due suicidi, unica miniatura a onor del vero tratta da un libro già noto al pubblico nostrano: Diario di uno scrittore, redatto a partire dal 1873 e il cui estratto in questione risale al 1876. E, se c’è chi è convinto che lo spirito di Dostoevskij sia in nuce presente in brevi capolavori quali Le notti bianche, sappia che troverà nella decina di pagine ora ritradotta pane per i propri denti.

f_dostoevskijL’io narrativo riflette sulla straordinarietà della vita, contrapposta a una letteratura che, per quanto pregnante e originale, risulterà sempre più slavata e approssimativa della realtà stessa. Partendo da questa constatazione, intuisce che per notare una simile complessità è necessario un occhio attento, in grado di cogliere certe sfumature e di saperle poi riutilizzare a fini artistici. Chi non riesce a sbrogliare la matassa, sennò, rischierebbe di non resistere all’assurdità dell’esistenza e di ammazzarsi.

Da qui, due episodi di suicidio fra loro inconciliabili, sebbene uniti da un solo e sottile filo rosso. Una catena di considerazioni sulla condizione umana che fa rabbrividire e commuovere, che turba e che illumina contemporaneamente, che incanta e che spaventa, come solo una penna davvero saggia e sensibile alla natura dei suoi simili sa fare.

Leggere queste edizioni in pillole è, insomma, come bere un distillato di vodka al sapore di carne ed ossa. È entrare in un microuniverso raffinatissimo e coerente, per poi uscirne stordito un attimo dopo. È fare una doccia fredda mentre si ha di fronte l’anima di un intero popolo nella sua più cristallina unione degli opposti. È una maniera nuova per lasciarsi stregare dalle parole di chi ha fatto la storia della letteratura mondiale e per ricordarsi che scrivere centinaia di capitoli non sempre è una condizione necessaria e sufficiente per concepire un’opera di effettivo spessore.

(Eva Luna Mascolino)

6 risposte a "Un tuffo inedito nella letteratura russa con la collana “Bogatyri” di Damocle Edizioni"

    1. Esatto, davvero interessante e di qualità nelle proposte e nelle pubblicazioni/traduzioni. Concordo anche per quanto riguarda i prezzi, considerando anche la cura che sta dietro ogni edizione. Insomma, un editore da non perdere d’occhio 😉

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