West, la nausea dell’ignoto

West, Carys Davies
(Bompiani, 2019 – trad. G. Granato)

51V9LKcFb9L._SX355_BO1,204,203,200_.jpgNel 1739, nel fango salato del Kentucky vengono rinvenute le ossa di un mastodontico e sconosciuto animale. Qualche tempo dopo, nel 1815, l’eco di questa scoperta si amplifica e raggiunge le orecchie di Cy Bellman, un allevatore di muli emigrato dal Galles in Pennsylvania. L’uomo ne rimane completamente sconvolto: quella bestia è esistita e forse ne esistono ancora degli esemplari e forse abitano nei territori sconfinati e inesplorati del lontano West. Cy non pensa ad altro giorno e notte, sente un fremito dentro di sé, un richiamo magnetico. Alla fine, la forza di quell’emozione è troppo forte: si calca il cilindro in testa e parte alla ricerca di quegli animali ignoti, lasciando a casa la figlia Bess di dieci anni, accudita dalla zia Julie.

Il viaggio è interminabile e arduo oltre ogni immaginazione. Ben presto Cy si rende conto che il suo piano di ritornare entro due anni è pura illusione, ma continua imperterrito (cocciuto come un mulo), contro le difficoltà climatiche, ma anche contro i suoi dubbi. Lungo il tragitto Cy incontra moltissime persone, gran parte delle quali lo reputano uno squinternato; proprio durante uno di questi incontri, Cy fa la conoscenza di Donna Vecchia Da Lontano, un giovane indiano Shawnee sgraziato e dalle spalle strette che lo accompagna nella sua avventura rivelandosi provvidenziale in più di una occasione.

Le sfide che affronta Cy nel selvaggio West sono tanto pericolose quanto quelle che affronta Bess a casa, orfana di madre e ora pure senza padre. Lei non ha alcun dubbio sulla riuscita dell’impresa del genitore: non è un folle e ritornerà dimostrando a tutti che si sbagliavano a denigrarlo. Ma i giorni passano senza tregua e nessuno compare all’orizzonte. Nel frattempo, la bambina attira le attenzioni di uomini perversi e senza scrupoli, lupi pronti ad azzannare l’agnello separato dal gregge. 

La storia evolve quindi in maniera quasi simmetrica, raccontando ora l’impresa di Cy, ora la solitaria lotta di Bess, con una fitta alternanza di spazi e tempi capace di sviluppare una forte tensione. Attraverso le pagine si crea così una conversazione silenziosa tra padre e figlia, separati da migliaia di chilometri, ma uniti nella speranza. Ma non sono solamente i membri della famiglia Bellman a “comunicare”, perché anche Donna Vecchia Da Lontano è parte del colloquio muto. Cy e l’indiano parlano lingue diverse e nessuno sa mai cosa dica l’altro, al più lo intuisce; eppure, tra i due si instaura un legame forte, quasi irrazionale.

Nel 1739, nel fango salato del Kentucky vengono rinvenute le ossa di un mastodontico animale, non più sconosciuto: è un mammut del Pleistocene, che diventa però una creatura fantastica, motore dell’avventura verso l’ignoto. Su questo contesto realistico (e scientifico), ma contemporaneamente fantastico, Carys Davies ricama con estrema semplicità e grazia una storia breve dai tratti quasi da favola, con forti connotazioni universali. 

L’ambientazione è tratteggiata in maniera sfumata, specie per quanto riguarda la descrizione dei territori del West. Cy Bellman si allontana da casa per dirigersi verso un mondo che da una parte esiste veramente, mentre dall’altra vive solo nella sua testa, come una re-interpretazione onirica della realtà che mano a mano si fa sempre più lucida e angosciante. Un romanzo di debutto struggente che racconta della sete di conoscenza, della volontà umana di svelare ciò che è sconosciuto, dell’amore famigliare e del contatto tra culture diverse in una terra ostile, affascinante, piena di segreti. 

“O frati”, dissi “che per cento milia 
perigli siete giunti a l’occidente, 
a questa tanto picciola vigilia 
                                       
d’i nostri sensi ch’è del rimanente, 
non vogliate negar l’esperienza, 
                       di retro al sol, del mondo sanza gente.                        

Considerate la vostra semenza: 
 fatti non foste a viver come bruti, 
    ma per seguir virtute e canoscenza”.  

Francesco Biagioli

 

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