Chi vincerà il Premio Strega? Le recensioni dei cinque finalisti

Domani 5 luglio, come di consueto al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, verrà proclamato il vincitore della LXXII edizione del Premio Strega, l’evento letterario più seguito in Italia e il più ambito riconoscimento per autori italiani, inaugurato nel 1947 da un’idea di Maria Bellonci. Il Premio, si sa, ha decretato vincitori i più importanti autori della letteratura italiana: Pavese, Moravia, Morante, Bassani, Buzzati, Ginzburg, Primo Levi, Eco, e più recentemente Magris, Starnone, Ammaniti, Lagioia e da ultimo Paolo Cognetti.

E quest’anno? Ecco quel che c’è da sapere sulle cinque opere che si contendono la vittoria e le nostre recensioni! 

1. Marco Balzano, Resto qui, Einaudi

resto qui_copLa storia inizia nel Sudtirolo degli anni Venti e narra le tribolazioni del paese di Curon Venosta, minacciato, oltre che dal fascismo e dalla guerra incombente, dalla costruzione di una diga che avrebbe completamente sommerso il paese. Il romanzo attraversa gli anni della Seconda guerra mondiale e quelli del dopoguerra, quando la costruzione della diga, iniziata e poi interrotta durante il regime, riprende inarrestabile e il destino del paese è ormai segnato. Resto qui è una storia necessaria che Marco Balzano ha il merito di aver sollevato dall’oblio e portato all’attenzione di un grande pubblico [LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA]

 

2. Carlo D’Amicis, Il gioco, Mondadori

copertinaLeonardo, Eva e Giorgio hanno stabilito di iniziare insieme un gioco erotico e sessuale, che contemporaneamente li eccita e li spaventa, li libera e li fa prigionieri delle proprie regole, rafforza le loro perversioni e indebolisce la loro volontà, in un vortice di azioni e reazioni struggente e imprevedibile. Commovente e tragico, veritiero e rivelatore, dettagliato e austero, onnicomprensivo e mistificatore, ma pur sempre un gioco. Il gioco del desiderio.
[LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA]

 

3. Helena Janeczek, La ragazza con la Leica, Guanda

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Sullo sfondo di un’Europa in fermento, da una parte accecata dall’odio per il diverso e messa in ginocchio dalla crisi del ‘29, dall’altra pullulante di movimenti che si ribellano alle dittature, si muove con grazia e sfrontatezza Gerda Taro, donna vitale, esuberante e seducente, soprattutto  fotografa e attivista,   in un periodo in cui le donne, ancor più di oggi, erano relegate a ruoli domestici. Con una prosa di non immediata lettura, la Janeczek ci lascia in compagnia di una donna che racchiude in sé coraggio, sete di libertà, erotismo [LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA]

 

4. Lia Levi, Questa sera è già domani, Edizioni E/O

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Siamo a Genova nel 1938. 
Alessandro è solo un bambino, ma in molti vedono in lui un genio. Alessandro è ebreo, e il 1938 è l’anno in cui in Italia vengono promulgate le leggi razziali. Nulla sarà più come prima. Le basi per un grande romanzo avvincente ed emozionante ci sono tutte, ma la scrittura non è sempre  coinvolgente, spesso resta imbrigliata nella mole di personaggi. Certamente l’opera è interessante, ben ricostruita e piacevole, ma si fatica a sentirla vicina.Di certo, il grande merito di Lia Levi è far rivivere la Storia. [LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA]

 

5. Sandra Petrignani, La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg, Neri Pozza

81rmjvrfgl_0La Corsara è la ricostruzione della vita di una delle più grandi autrici del Novecento, Natalia Ginzburg, attraverso un approccio originale. Di fatti Petrignani non ha scritto una semplice biografia, d’altronde non sono presenti note e il linguaggio non è accademico né scientifico. Si tratta di un’opera ibrida, un dossier in cui si mescolano critica letteraria, ricerca storica, ricordi personali  e testimonianze orali. La corsara è un’opera affascinante e complessa, in cui l’eccezionalità della materia trattata si combina con l’abilità dell’autrice nel far rivivere Natalia Ginzburg, nel farla sentire vicina, di carne. [LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA]

 

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